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Amrabat, serve la mossa giusta: alla corsa si iscrive pure l’Al-Ahli

di Francesco Gensini

	Sofyan Amrabat godrà di una settimana in più di vacanza per gli impegni con la sua Nazionale al termine della stagione
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Sofyan Amrabat godrà di una settimana in più di vacanza per gli impegni con la sua Nazionale al termine della stagione

Dopo Manchester United e Atletico Madrid, anche gli arabi puntano il mediano. Servono almeno 30 milioni che serviranno a finanziare il mercato della Fiorentina

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FIRENZE. Adesso gli arabi (immancabili ormai a tutte le latitudini calcistiche del mercato) dell’Al-Ahli Saudi: l’importante (per la Fiorentina) è che non sia come la ragazza dalle belle ciglia. Sofyan Amrabat di qua, Sofyan Amrabat di là, in Inghilterra o in Spagna, in Italia forse, adesso anche in Arabia: tutti lo vogliono e nessuno lo piglia. È la soluzione voluta in primis dal Nazionale marocchino, con una decisione che risale a gennaio dopo l’accordo raggiunto col Barcellona e a stretto giro di posta fatto saltare da Commisso per l’irrisorietà dell’offerta blaugrana (prestito oneroso da 3-4 milioni e diritto di riscatto), e quindi alla fine è ciò che va bene anche alla Fiorentina. Va bene e soprattutto fa comodo, perché i trenta milioni in ingresso dalla cessione del mediano ex Verona andranno (anche) a sovvenzionare il mercato in entrata. Ma il “problema” sono proprio quei trenta milioni. Tanti, troppi, almeno finora, per tutte le società che molto timidamente si sono presentate al desco viola per chiedere informazioni sul conto di Amrabat. Già, informazioni: le hanno chieste il Manchester United, dove in panchina siede Erik ten Hag che ha condiviso il periodo all’Utrecht con Amrabat ed è stato fondamentale nel percorso della valorizzazione, e pure l’Atletico Madrid dove invece c’è Simeone che uno come Amrabat lo vede adattissimo al proprio gioco fatto di rottura e interdizione. Qualcosa in più gli inglesi come “coraggio” economico, ma siamo ancora lontani dai trenta milioni che lo stesso Commisso - sempre bene ricordare la genesi dell’arrivo del marocchino a Firenze: l’imprenditore italo-americano se ne innamora vedendolo giocare nella trasferta al “Bentegodi” e con un immediato blitz costato 20 milioni lo strappa a De Laurentiis - punta di incassare dal cartellino. Senza sconti, né contropartite. Ecco perché se gli arabi decidessero davvero di muoversi con decisione potrebbe essere la soluzione che risolve tutto: condizionale ancora d’obbligo, in quanto il nome di Amrabat si è aggiunto a quelli di Ikoné, Cabral e Gonzalez che per modi diversi sono finiti nella pesca a strascico che i club super danarosi del calcio mediorientale stanno facendo in tutta Europa e quindi anche nel nostro Paese. Il numero 34 viola si avvicina al ritiro - che per lui e altri scatterà una settimana dopo per gli impegni con le Nazionali- e per “impedirlo” occorre un’accelerazione decisa, subito all’inizio della nuova settimana, da parte di un acquirente davvero intenzionato a rinforzarsi con uno dei punti di forza della squadra di Italiano e dei Leoni dell’Atlante. Che sia il Manchester United o l’Atletico Madrid, l’Al-Ahli Saudi o un altro club non ha importanza: le strade della Fiorentina e di Amrabat, salvo ribaltoni al contrario che a loro volta porterebbero con sé più di una complicazione, sono destinate a dividersi. Prima succede e prima significa che la Fiorentina ha incassato questi trenta milioni tanto utili per fare mercato e per togliersi un potenziale problema da dentro casa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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