Sicurezza
Franchi, Nardella tratta a Roma. Abodi: «Segua il modello Venezia»
Ma il sindaco ha già presentato i progetti a Fitto e Piantedosi: «Li hanno da giorni». Servono a finanziare con i soldi Ue un’opera che liberi risorse per il restyling
FIRENZE. Firenze segua l’esempio di Venezia. È il messaggio che manda il ministro dello Sport Andrea Abodi al sindaco Dario Nardella. Il governo ha deciso di finanziare il Bosco dello Sport sulla laguna e non il giglio dello sport? «Ne abbiamo parlato con il sindaco – rivela a Fiesole, ospite dell’evento Fair Play Menarini – ci siamo mandati anche dei messaggi, ed io ho detto che non è un caso che il Bosco dello Sport sia stato finanziato senza stadio, perché dall'Europa è arrivato il messaggio forte e chiaro che quelle risorse non possono essere utilizzate per gli stadi. Si può condividere o no, il Bosco aveva l’articolazione tecnica per ricevere le risorse» del Pnrr, dice Abodi. «Auspico, anzi sono sicuro, sono fiducioso che anche il Comune di Firenze possa rielaborare la progettualità in modo che possa ricevere comunque quei 55 milioni di euro per altre attività che riguarderanno la rigenerazione urbana, e poi si troveranno altre formule per finanziare, anzi per completare il quadro economico dello stadio Franchi che come si sa già ha una contribuzione pubblica molto significativa».
Ed è ciò che ieri hanno provato a spiegare al ministero a Roma proprio ai tecnici del Comune e Dario Nardella, arrivati nella capitale per cercare una soluzione a un caso che sta diventando sempre più spinoso. Nardella ha incontrato il sottosegretario Mantovano a Palazzo Chigi per uno scambio sulle Città metropolitane; inviato all’Avana ad incontrare i tecnici del ministro Raffaele Fitto il direttore generale Giacomo Parenti, il super dirigente che coordina i progetti più importanti del Comune.
Il sindaco sa che se a novembre la nuova gara sulla riqualificazione del Franchi dovesse andare deserta, l’orizzonte delle sue ambizioni personali si complicherebbe. La candidatura alle Europee o qualsiasi altro scenario di fine mandato potrebbe incrinarsi senza il raggiungimento di un obiettivo così strategico. Non solo. Al lavoro sul dossier stadio ci sono i parlamentari meloniani, in primis Giovanni Donzelli, il fedelissimo della premier. E un fallimento di Nardella sul Franchi darebbe a FdI l’occasione di usare il mancato restyling come tema della prossima campagna elettorale per Palazzo Vecchio. Dunque, il viaggio di ieri a Roma fa pensare che il sindaco si sia convinto a non farsi logorare. Ma è anche convinto che il caso Venezia sia un assist: sul tavolo del ministro ai rapporti con l’Ue e su quello del ministro dell’interno Piantedosi ci sono da tempo progetti fiorentini già finanziati con fondi in house su cui, come nel caso della laguna, si potrebbero riversare fondi del Pnrr per poter liberare risorse a favore del restyling. «Da settimane», ha ripetuto ieri il sindaco ai suoi consiglieri. Insomma, se non verranno finanziati, allora si tratterebbe di un attacco politico, è convinto il sindaco, e a quel punto lui e il Pd potrebbero raccontarlo in campagna elettorale, «carte e documenti alla mano», ha ribadito Nardella al suo entourage. Un intento di logoramento che Abodi però smentisce. Nessuna disparità di trattamento: «Come si possa immaginare che un governo della nazione possa avere delle preferenze per una città piuttosto che un'altra? Qua non c'è solo l'amministrazione che ha l'onere e l'onore di guidare la città ma c'è una comunità di persone la pensano in maniera differente fra loro. Il governo deve servire la causa di qualsiasi città nei limiti in cui però la città si predispone dal punto di vista amministrativo con una progetti che siano coerenti con la natura delle risorse europee. Sono convinto che questo succederà, così come mi auguro che il quadro economico dello stadio di Firenze possa essere la composizione di più elementi non soltanto di natura pubblica». Un invito neanche troppo velato a Rocco Commisso. Insomma, da tempo Palazzo Vecchio starebbe cercando un accordo con Fitto e Piantedosi, ai quali ha proposti progetti finanziabili all’interno dei Pui, i progetti urbani integrati. Quindi, sì, Firenze starebbe cercando di replicare il “modello Venezia” nel tentativo di ottenere fondi che poi possano consentire al sindaco di scovare i 55milioni mancanti per completare il restyling. Certo, c’è una precondizione che a Roma si aspettano per avviare una trattativa: il ritiro del ricorso al Tar.
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