Italia
Fiorentina, Amrabat tiene tutti in sospeso. Manca solo una settimana al ritiro
Il mercato viola è in attesa di una scintilla per far quadrare gli incastri
FIRENZE. Una settimana esatta da oggi all’inizio del raduno, con visite e test fisici al solito propedeutici al ritiro vero e proprio che la Fiorentina stavolta svolgerà a Firenze, a Bagno a Ripoli a voler essere giustamente precisi che è il Comune dove si trova il Viola Park: perché, com’è ormai noto, sarà il nuovo centro sportivo ad accogliere tutta la fase pre-campionato, amichevoli comprese salvo un paio all’estero per la “Sela Cup” a Newcastle (oggi la conferma ufficiale della trasferta in Inghilterra ad inizio d’agosto). Una settimana al via e nessun nome alla voce acquisti: ma si poteva presupporre e, probabilmente, è ciò che era stato ipotizzato già nel pranzo tra Commisso e Vincenzo Italiano, e allargato agli altri dirigenti viola quarantott’ore dopo la finale di Praga. Pranzo servito per rinsaldare l’unità d’intenti, per proseguire insieme e per concordare le linee guida del mercato. Difficoltà comprese. Vorrei, ma non posso. E’ chiaro che il tecnico siciliano - come tutti gli altri suoi colleghi, del resto - sarebbe ben felice di lavorare da subito con un gruppo definito, senza invece dover fare i conti con l’incertezza di chi c’è e sta per andare via o vorrebbe andare via, oppure di chi non c’è e arriverà quando il campionato è già lì che bussa alle porte. Ma di fatto è sogno/desiderio irrealizzabile. Troppe variabili, troppe componenti, troppi dinamiche per avere idee chiare e metterle soprattutto in pratica incrociando mille esigenze provenienti dalle parti più disparate. E poi, è effettivamente presto. Insomma, Italiano sapeva che il mercato viola sarebbe stato lento e graduale, in qualche modo legato alla cessione annunciata e non semplice di Amrabat: semmai, ecco questo sì, qualche indicazione certa in più rispetto a quelle attuali non gli sarebbe dispiaciuta, però la tempistica questa è. Intanto, aspetta novità con fiducia e forse un pizzico di malcelata impazienza negli sgoccioli delle sue vacanze: e con lo staff sta impostando il lavoro con un gruppo che conosce bene e a sua volta conosce bene lui, riprendendo da dove è stato lasciato appunto lo scorso 7 giugno con la finale di Conference League.
Comunque, il mercato viola si muove, piano ma si muove, e ha bisogno di una scintilla per accendersi. Se la scintilla può essere il succitato Amrabat lo stabilirà se e con quanta decisione Manchester United o Atletico Madrid affonderanno il colpo per il centrocampista marocchino, pareggiando o avvicinando quasi in toto i trenta milioni chiesti dalla Fiorentina. Oppure, l’impulso giusto potrebbe venire da Martinez Quarta, non più “intoccabile” dopo una stagione con più ombre che luci, e da ieri secondo i media spagnoli nel mirino del Valencia: l’interesse c’è e di sicuro se l’offerta è pari al valore del giocatore e alle aspettative del club, la società viola è pronta a mettersi intorno a un tavolo. Il discorso vale per l’argentino e per molti altri, forse anche per Castrovilli rimanendo la distanza economica (circa 500mila euro) nella discussione del rinnovo del contratto (scadenza giugno 2024), meno per Milenkovic che il Napoli - nei rumors di ieri - avrebbe messo in posizioni molto alte nella lista dei rinforzi da dare al nuovo allenatore Garcia insieme allo stesso Castrovilli.
Detto che Horn e Grabara per la porta, Nikolau per lo Spezia (con Viti destinato al Sassuolo) per la difesa, Hiulmand (ma il Lecce chiede venticinque milioni) e Demirbay per il centrocampo, e Dia su tutti per l’attacco continuano ad essere gli elementi più sotto osservazione tra i possibili acquisti, dall’entourage di Gonzalez continuano ad arrivare smentite che l’ex Stoccarda possa entrare nel filone dei calciatori che dalla Serie A vanno a farsi (più) ricchi in Arabia.
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