Il lutto
Fiorentina, a caccia di un attaccante: ecco i tre nomi in ballo
In cima alla lista rimane sempre il senegalese Dia
FIRENZE. Dia, Nzola, Retegui: in ordine alfabetico, in ordine di preferenza. Preferenza della Fiorentina che cerca e vuole un attaccante per rinforzarsi davanti, per essere più concreta come non di rado non è riuscita ad essere nella scorsa stagione pur creando gioco e occasioni. E allora il club viola interverrà per sopperire alla mancanza seguendo le indicazioni di Vincenzo Italiano: e i tre nomi sopra ricordati non sono buttati lì, ma sono frutto delle valutazioni incrociate tra allenatore e dirigenza. Tre nomi, altrettanti obiettivi con scanalature varie di difficoltà che insieme al fattore-soldi vanno a formare una speciale e sempre modificabile classifica di gradimento: e in cima alla lista rimane sempre il senegalese.
Perché Boulaye Dia
Il primo messo sotto esame, il primo per il quale c'è stato un contatto diretto e forte tra le due società lo scorso 3 maggio, quando la squadra viola è stata di scena all’Arechi per il campionato e, considerati i buonissimi rapporti tra le due proprietà, il contatto ha assunto presto i connotati della trattativa vera. Anche per merito dello stesso Dia che in quella gara ha segnato una tripletta, confermando che la Fiorentina ha visto benissimo. Adesso, però, vanno soddisfatti la Salernitana e le sue richieste che hanno comunque il vantaggio della chiarezza: i campani riscatteranno l’attaccante dal Villarreal a giorni (non oltre il 30 del mese) per dodici milioni e a quel punto s’innescherà la clausola rescissoria da venticinque milioni. Chi arriva a quella cifra si prende Dia: il club di Commisso ci arriva solo inserendo una contropartita tecnica (Cabral) e su questo ruota la discussione sull’asse Firenze-Salerno.
Perché M’Bala Nzola
Italiano l’ha avuto a La Spezia, sa quello che l’angolano può garantire alla squadra (gol e lavoro sporco) e con lui ha un ottimo rapporto: tutti validi motivi per mettere Nzola subito nella scia di Dia e pure nel suo caso il rapporto tra i presidenti (entrambi in arrivo dagli Stati Uniti) facilita l’intesa che tra Fiorentina e Spezia si è via via assestata dopo lo scossone dovuto al trasferimento proprio di Italiano in riva all’Arno. Il problema vero è rappresentato dal fatto che gli “Aquilotti” preferiscono vendere Nzola in Premier perché hanno un ritorno economico più alto sapendo le disponibilità economiche di là dalla Manica. A meno che i viola non siano disposti a spendere una quindicina di milioni per il centravanti spezzino: e la risposta è no.
Perché Mateo Retegui
Sarebbe l’investimento proiettato nel futuro (l’italo-argentino ha tre anni in meno degli altri due), la ventata di aria fresca sempre portandosi dietro radici e provenienza che a Firenze, mai appassito l’amore per il “Re Leone” Batistuta, fanno sempre un certo effetto. Ottime caratteristiche tecniche, personalità e voglia di emergere, insomma le doti le ha, ma Tigre e Boca Juniors, squadra una per cui gioca e una che ne detiene il cartellino non sono facilmente malleabili.
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