Il Tirreno

Firenze

Il giorno dopo la finale

Fiorentina, Commisso: «Italiano è un punto fermo». Il tecnico: «Rafforzare la squadra»

di Francesca Bandinelli
Fiorentina, Commisso: «Italiano è un punto fermo». Il tecnico: «Rafforzare la squadra»

Otto punti di sutura in testa per Cristiano Biraghi. Il fratello di Amrabat ammette: «Sofyan vuole andare a giocare in un top club, tante le società interessate a lui».

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Firenze Dal paradiso all’inferno, senza possibilità (immediata) di ritorno. Rocco Commisso, il presidente della Fiorentina che in questa stagione - dopo oltre mezzo secolo - ha visto la sua squadra giocarsi due finali a stretto giro di tempo, è scuro in volto. Sono le prime ore dell’alba quando il patron viola varca la soglia degli arrivi, all’aeroporto di Peretola. Ha masticato fiele per tutto il tempo. Non gli è bastato sfogarsi con il presidente della Premier League, Alison Brittain, per ribadire la vergogna di quanto accaduto all’Eden Arena, con la sigaretta elettronica che ha colpito Biraghi alla testa, provocandogli un taglio suturato con otto punti, fino al fallo con cui è stato atterrato Jovic in area, provocandogli una frattura. «Ci sono stati casi in cui l’arbitro in campo, avrebbe dovuto fare meglio. Luka ha il naso rotto e il nostro capitano ha diversi punti in testa. Ho parlato con la presidente della federazione inglese, perché loro (il West Ham, ndr) sono animali per come hanno trattato i nostri giocatori. La sconfitta non è un risultato giusto, potevamo vincere 3-0». Su due cose, però, il presidente non sembra avere dubbi: «Italiano è il punto fermo, la nostra strada è iniziata qui: adesso speriamo di fare meglio l’anno prossimo».

La delusione è enorme, sì: ma ora occorre stare attenti a non lasciarsi travolgere dal pessimismo. Era dal 1961 che la Fiorentina non giocava due finali, di cui una internazionale. È vero, allora arrivarono i trofei, ma il calcio è anche questo: un rovesciamento di fronte e la precisione balistica fanno la differenza. Adesso, c’è da pensare al futuro, a cominciare da quello legato all’allenatore, Vincenzo Italiano. «E’ un punto fermo - ha detto -. La nostra strada è cominciata qui: speriamo di fare meglio l’anno prossimo». E a proposito di questo l’allenatore ha aggiunto: «C’è un contratto (la scadenza è per il 2024, con opzione per la stagione successiva, ndr). Il presidente ha detto che ci incontreremo e parleremo. Vedremo quale sarà il futuro. Perderemo giocatori e dovremo rimpiazzarli. Se vogliamo continuare a questi livelli dovremo rafforzare la squadra». Tra i calciatori in bilico, c’è sicuramente Amrabat, cercato già a gennaio dal Barcellona. Il fratello Nordyn, ieri, su Espn, è uscito allo scoperto: «Sofyan vuole andare a giocare in un top club, il suo desiderio è quello di finire in Spagna. È uno degli obiettivi principali del Barcellona, ma la situazione economica dei blaugrana è nota a tutti. In ogni caso, ci sono diverse società interessate a lui».

Infine una curiosità: tra i messaggi di complimenti al West Ham per la conquista della Conference League, su Twitter, spicca quello della Juventus, acerrima nemica di sempre, fatto attraverso il profilo ufficiale. Nella stagione in cui tre squadre italiane arrivano in finale nelle rispettive competizioni, dopo essersi “complimentati” già col Siviglia, vincitore sulla Roma, c’è stato questo nuovo capitolo.

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