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Il duo d'attacco

Jovic o Cabral? Gol, tiri, assist: ecco chi merita la maglia in finale

di Francesco Gensini
Jovic o Cabral? Gol, tiri, assist: ecco chi merita la maglia in finale

Arthur più continuo, Luka ha dati migliori

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FIRENZE. Jovic o Cabral, Cabral o Jovic? Ci sono tante cose che accompagneranno Vincenzo Italiano in questa settimana verso Praga (passando venerdì per Reggio Emilia nell’ultima partita di campionato da disputare contro il Sassuolo con obiettivo ottavo posto ancora possibile) e tutte insieme determineranno la formazione che proverà a battere il West Ham per riconsegnare alla Fiorentina e a Firenze una coppa internazionale sessantadue anni dopo, e una di queste è senza dubbio la scelta del centravanti. Un dubbio/tormentone che sarà risolto dal tecnico viola con ogni probabilità soltanto il giorno prima della finale di Conference League, forse nelle ore immediatamente precedenti: ma già così è una scelta che incuriosisce e il merito che sia in bilico è tutto merito dell’attaccante serbo.

Perché Jovic

E partiamo quindi da lui: perché dovrebbe giocare Jovic? Perché il campo, giudice unico e insindacabile specie nelle valutazioni fatte dall’esterno, sta dicendo questo. Ha detto che l’ex Real Madrid è in buona forma, è più dentro al gioco rispetto a Cabral, ha ritrovato motivazioni, viene da due gol consecutivi in campionato contro Torino e Roma e perfino le occasioni sbagliate in serie, prima contro il Basilea nella semifinale di ritorno di Conference e poi contro l’Inter nella finale di Coppa Italia, dimostrano a modo loro che sa trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Poi l’esito, si sa, non è solo una questione di mira. Infine, ultima nota favorevole ma non per ultima come importanza, l’attitudine a giocare questo tipo di gare da dentro o fuori, da tutto o nulla, per averlo fatto appunto sia col Real Madrid che soprattutto con l’Eintracht Francoforte, suo micidiale trampolino di lancio nella stagione 2018-19. I numeri, al solito, servono a corroborare o a smontare un’ipotesi. Jovic ha all’attivo 13 gol realizzati in 49 presenze (6 in campionato, altrettanti in Conference League dove ha la media di 1 gol ogni 100’ disputati e 1 in Coppa Italia), con l’aggiunta di 5 assist. Relativamente alla Serie A, può aggiungere 57 tiri (20 in porta, 23 fuori, 14 parati), 23 occasioni da gol e 293 passaggi con una precisione del 77 per cento. Un dato è veramente negativo ed è quello che riguarda i contrasti: ne ha vinti appena 3 su 105. Vero, non è un centrocampista o un difensore, per i quali questo “fondamentale” è fondamentale, ma insomma un pallone recuperato all’avversario in zona decisiva può fare la differenza.

Perché Cabral

Perché invece dovrebbe giocare Cabral? Perché l’attaccante brasiliano si è preso credibilità e un posto da titolare pezzo per pezzo, con impegno e determinazione, sfruttando la fiducia che Italiano gli ha dato con continuità specie a inizio anno dopo aver recuperato dall’infortunio al piede. E tra febbraio e aprile la Fiorentina ha costruito la sua super striscia positiva da 11 vittorie e 3 pareggi sommando le tre competizioni soprattutto sulle spalle di Arthur Cabral, cioè sui gol che l’ex Basilea ha segnato con regolarità: ben 10 nel periodo sopra indicato dal Braga (inizio striscia) al Lech Poznan (fine striscia). In totale, finora sono 16 le reti firmate da Cabral in 46 presenze (7 in campionato, 8 in Conference League e 1 in Coppa Italia), con l’aggiunta nel suo caso di 2 assist. E ampliando il resoconto ai numeri nel confronto con Jovic sempre solo al contesto della Serie A, ha all’attivo 50 tiri (19 in porta, 20 fuori, 11 parati), 14 occasioni da gol (9 in meno di Jovic) e 255 passaggi con una precisione del 69 per cento. I contrasti? Tallone d’Achille per il serbo, tallone d’Achille per il brasiliano che ne ha vinti a sua volta appena 2 su 119. Da qui a mercoledì, passando per Reggio Emilia e il Sassuolo, ma anche per gli allenamenti che anticiperanno e seguiranno la trasferta di Emilia, Vincenzo Italiano metterà tutto nel suo “frullatore” e poi deciderà: sviluppando un’idea che ha già in testa e vede Cabral un pelo avanti. Ad oggi.
 

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