Il Tirreno

Firenze

Tre minuti di Fiorentina show. Jovic e Ikoné ribaltano la Roma

di Francesca Bandinelli

	L’esultanza di Jovic con Mandragora e Milankovic
◗
L’esultanza di Jovic con Mandragora e Milankovic

I giallorossi passano in vantaggio con El Shaarawy, ma falliscono due match point Nella ripresa, Italiano vara una squadra a trazione anteriore e raccoglie i frutti

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE.  Serviva vincere soprattutto per il morale, per spazzare via le tossine della rabbia della finale di Coppa Italia persa all’Olimpico contro l’Inter e soprattutto per ricominciare a sorridere, aspettando l’altro appuntamento decisivo, la sfida col West Ham, a Praga, che mette in ballo la seconda edizione della Conference League. Dopo essere usciti a testa alta dalla gara contro la finalista di Champions, surclassati solo dalla maestria di un fenomeno del calibro di Lautaro Martinez, il campione del mondo d’Argentina, stavolta la Fiorentina ha fatto valere la sua legge. Non sfidando un avversario qualunque, ma battendo la finalista italiana di Europa League, la Roma, per altro in rimonta. Sì, perché a passare in vantaggio, all’11’ era stata la squadra di Mourinho, con El Shaarawy, cinico abbastanza per capitalizzare al massimo il primo tiro in porta dei suoi. Eppure, i viola non si sono piegati. Hanno tenuto botta, prima grazie a Quarta, capace di allontanare la conclusione di Solbakken quasi dalla linea di porta, e poi con Cerofolini attento a dire no al "faraone" giallorosso prima e a Belotti poi. Nella ripresa, a trovare la giusta chiave per aprire il forziere - dopo che Llorente aveva sradicato il pallone dai piedi di Jovic, in scivolata - è stato Vincenzo Italiano. Dopo essersi affidato al turnover in avvio di gara, decidendo di lasciare in panchina Dodô, Amrabat, Bonaventura, Gonzalez e Cabral, nell’ultimo quarto d’ora, il tecnico viola ha mandato in campo la versione più offensiva possibile della sua squadra, aggiungendo al potenziale d’attacco di Jovic e Ikoné, la spinta di Kouame e Sottil. Ed è così che nel giro di tre minuti la squadra viola prima ha trovato il gol del pareggio e poi addirittura si è inventata il modo per far piangere i propri avversari, a poche ore dalla finale di Europa League, in programma mercoledì contro il Siviglia. In un attimo, il Franchi, ieri sera, si è ritrovato proiettato in paradiso, ad applaudire la propria squadra che, aspettando le altre partite in programma oggi, intanto ha agganciato in classifica il Torino, congedandosi nella maniera migliore dal pubblico di casa. 

Sì, perché il prossimo turno, l’ultimo della stagione, si giocherà a Reggio Emilia contro il Sassuolo, prima della finale di Conference che andrà in scena a Praga il 7 giugno, in quella che sarà la sessantesima partita stagionale della Fiorentina. Un altro record. Ieri, a fare la differenza è sì stata la spregiudicatezza di Vincenzo Italiano, ma anche e soprattutto la voglia di non arrendersi dei diretti protagonisti, a cominciare da Jovic e Ikoné, due tra i più criticati nell’arco della stagione. Sono stati loro gli ultimi ad arrendersi, supportati dalla freschezza di chi è subentrato dalla panchina, Kouame da una parte e Terzic dall’altra. Non è un caso che le parole dell’allenatore, a fine gara, si siano concentrate anche sul bomber serbo, arrivato alla sua tredicesima marcatura stagionale. «Jovic sa riempire l’area e smarcarsi. Sa poi dove attaccare lo spazio. Ha avuto tante occasioni e anche in Coppa avrebbe potuto timbrare. Ha grandi qualità e nell’ultimo periodo sta facendo cose importanti, spero ci dia qualche soddisfazione. Comunque, siamo stati grandiosi». Ma non è tutto, perché l’allenatore ha continuato a tenere al centro del microcosmo viola la tifoseria, vero motore pulsante: «Dopo la sconfitta con l’Inter - continua l’allenatore - i tifosi hanno chiamato la squadra sotto la curva, si sono resi conto che avevamo dato tutto. Adesso, però, non dobbiamo mollare, mancano due partite tra cui una finale che è l’epilogo di una stagione a mio giudizio strepitosa». Il primo ad essere soddisfatto, ancora una volta, ieri, è stato il presidente viola Rocco Commisso, seduto in tribuna ad applaudire i suoi. Anche nella dirigenza si aspetta con trepidazione l’appuntamento internazionale, lo ha ripetuto pure il direttore sportivo Daniele Pradè. «È stata una partita emozionante e divertente. Si contano i giorni che ci separano dal grande evento: vogliamo fare qualcosa di importante».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il lutto

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore