Sicurezza
Macché passerella, la sfida con Mou per i viola è un test con vista Praga
Oggi la Fiorentina in campo con la Roma. Un’altra finalista europea da affrontare. Italiano festeggia le 100 panchine e prepara la squadra alla gara col West Ham
FIRENZE. L’ultima al Franchi di questa intensissima stagione coinciderà con una sfida di sicuro fascino e comprovata difficoltà: quella contro la Roma di Josè Mourinho. Ma al di là di questo, ad accrescere l’attenzione per la partita in programma oggi alle ore 18 c’è anche un altro aspetto di non minor fascino: dopo aver affrontato la finalista di Champions League, la Fiorentina si confronterà con la finalista di Europa League. Mercoledì l’Inter nell’ultimo atto di Coppa Italia, oggi pomeriggio la Roma.
Un duello fra protagoniste d’Europa visto che a loro volta i viola sono finalisti di Conference. Il tutto preceduto dalla cerimonia che vedrà la società donare a Vincenzo Italiano una maglia celebrativa delle 100 panchine viola, traguardo raggiunto dal tecnico domenica scorsa contro il Torino.
Spesso le ultime gare della stagione hanno il sapore delle amichevoli in cui i contendenti hanno un solo obiettivo: chiudere in fretta per andare in vacanza. Per la Fiorentina non è così: l’ultimo capitolo di questa stagione che entrerà negli annali storici del club è a dir poco avvincente, come la trama di un libro giallo in cui solo nelle ultime pagine si scopre chi è l’assassino.
I protagonisti e i diretti interessati non vedono l’ora di sapere come andrà a finire, se Biraghi e compagni riusciranno a portare a Firenze quel trofeo che manca da 22 anni. Ci hanno provato mercoledì, con coraggio, grinta e orgoglio, contro i nerazzurri finalisti di Champions (il 10 giugno a Istanbul con il Manchester City) , uscendo sconfitti per 2-1 e vedendo finire la Coppa Italia nelle mani di Lautaro Martinez e della sua squadra, ma lasciando l’Olimpico a testa altissima e fra gli applausi dei propri tifosi e di chi ha assistito al match.
Ci riproveranno il 7 giugno a Praga contro gli inglesi del West Ham nell’ultimo appuntamento di Conference, in palio il trofeo e il pass per la prossima Europa League. Nel frattempo i viola continueranno a fare le prove generali con un’altra finalista europea, appunto la Roma, la prima delle tre finaliste italiane a scendere in campo il 31 maggio alle 21 a Budapest contro il Siviglia.
Fra l’altro la squadra giallorossa giusto un anno fa conquistò la Conference, aggiudicandosi la prima edizione della competizione, superando in finale il Feyenoord nel nuovo impianto di Tirana: finì 1-0 con gol di Zaniolo. Un risultato di buon auspicio per la Fiorentina in attesa della sfida con il West Ham?
È quanto sperano Italiano e i suoi giocatori oltre ovviamente tutti i tifosi. La sfida odierna s’annuncia insomma un test significativo per la Fiorentina contro Mourinho e il suo gruppo, un test di livello europeo contro una big del nostro calcio. Vero che l’allenatore portoghese ha annunciato un ampio turnover in previsione dell’appuntamento di mercoledì e sono previste importanti defezioni nelle fila giallorosse.
Ma è altrettanto vero che l’organico della Roma resta uno dei meglio assortiti e dei più competitivi della serie A. Per i viola sarà una palestra utile per mettersi ulteriormente alla prova e al contempo per cercare di accomiatarsi dal proprio pubblico con una vittoria che servirebbe per la classifica – piazzarsi ottavi potrebbe regalare il pass continentale per la prossima stagione – e per prepararsi con ulteriore fiducia ed entusiasmo per la finalissima di Praga.
Fra l’altro nessuno ha dimenticato che proprio battendo la Roma al Franchi un anno fa per 2-0 – a segno Nico Gonzalez su rigore e Jack Bonaventura – la Fiorentina conquistò punti pesantissimi per la sua corsa verso il ritorno in Europa dopo cinque anni: ripetersi dunque avrebbe una valenza ancor più speciale considerando poi che l’ultima volta in cui la squadra viola ha ottenuto due successi interni di fila contro i giallorossi è successo solo con Gigi Radice e Claudio Ranieri in panchina. Tradotto: qualche decennio fa. E dunque Italiano ha voglia di sfatare pure questo tabù.
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