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L’allenatore

Fiorentina, Italiano non si nasconde: «Stanchi, ma pronti all’Inter»

di Francesca Bandinelli

	La stretta di mano tra Vincenzo Italiano, tecnico della Fiorentina, e Ivan Juric, il collega alla guida dei granata
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La stretta di mano tra Vincenzo Italiano, tecnico della Fiorentina, e Ivan Juric, il collega alla guida dei granata

Il tecnico: «Abbiamo un sogno e lo vogliamo regalare ai tifosi»

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Vincenzo Italiano si prende quello che di positivo si porta dietro il punto di Torino: «Questi undici non avevano mai giocato insieme nemmeno in allenamento - ammette sorridendo a fine gara -, eppure abbiamo avuto una grande risposta. Siamo tutti coinvolti e vogliamo provare a regalare una gioia mercoledì in coppa Italia. La stanchezza c’era, questo sì. Qualcuno non riusciva nemmeno a salire sul treno per Torino. Ma sono davvero orgoglioso della prestazione: i granata erano l’avversario peggiore che potessimo trovare, forse c’era un mezzo rigore per noi, ma ci portiamo a casa questo risultato. Siamo contenti così».

Il tecnico viola batte il ferro sullo spirito mostrato dai giocatori. «Significa che stiamo bene, fisicamente e mentalmente. Arriviamo alla finale con la giusta fiducia e il necessario entusiasmo. Questa è la fase più complicata, ma anche la più bella e ora stanno arrivando pure i risultati. Abbiamo davanti due finali: cercheremo di mettere in difficoltà gli avversari per ottenere il massimo. Lo faremo col massimo delle nostre forze». Si sofferma anche sul prossimo avversario, l’Inter: «Non ci nascondiamo, hanno qualcosa in più, ma non soltanto rispetto a noi. Sono una delle squadre più forti della Serie A. In campionato gli abbiamo dato fastidio, anche se in una partita secca sarà tutta un’altra storia». Impossibile, pure per lui, non ripensare al proprio percorso, indiscutibilmente da predestinato, dopo gli inizi, nemmeno troppi anni fa, su una panchina di Serie D. «Credo di aver lavorato, sempre, con amore e passione. Questo nostro cammino si concluderà a Roma e Praga: mi auguro di gioire ancora, poi vedremo cosa accadrà». Quanto a Jovic ribadisce: «Se hai tre o quattro occasioni vuol dire che ti sei smarcato bene. È entrato bene e ha avuto l’atteggiamento giusto. Ha 24 anni, con pregi e difetti e stavolta ha avuto più freddezza. Abbiamo tutti un sogno, speriamo di poterlo regalare ai nostri tifosi».

A fine gara, ai canali ufficiali del club, pure Rolando Mandragora, uno degli ex con Brekalo, sottolinea la prestazione: «Sapevamo che il Torino sarebbe partito forte, ma abbiamo replicato pure noi, riuscendo a tenere botta nei duelli. È stato un peccato non riuscire a portare a casa la vittoria, ma abbiamo fatto un’ottima prestazione. La finale? Siamo pronti e stiamo bene. L’allenatore farà le sue scelte: noi siamo qui per dare il massimo per la Fiorentina».

Il ds Daniele Pradè si proietta in avanti: «Eravamo stanchi, ma abbiamo fatto un’ottima partita. Chi è sceso in campo si è comportato molto bene.

La sfida contro l’Inter? Dovremo essere bravi a restare sereni per arrivare a giocarcela a viso aperto, consapevoli di trovare di fronte un avversario fortissimo. Ma noi siamo imprevedibili. Siamo felicissimi per l’obiettivo raggiunto, ma vogliamo andare oltre».Infine, una nota di cronaca. Sì, perché si sono registrati, da parte dei tifosi del Torino - più o meno 30 secondi -, cori contro il presidente della Fiorentina Commisso, oltre che contro quello granata Cairo, contestato per tutta la gara.A fare chiarezza è Joe Barone: «Dispiace tanto sentirli - spiega ai microfoni di Italpress -: abbiamo massimo rispetto per la storia del Torino, per la maglia e la tifoseria. Certe parole dei giorni scorsi non erano rivolte alla città, ma ad una persona (Urbano Cairo,ndr) che usa il proprio giornale per andare contro ai colleghi di Serie A. Non c’è niente contro la storia dei granata che Rocco e la Fiorentina rispettano».

 RIPRODUZIONE RISERVATA

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