Sicurezza
Un sogno per trentamila, Firenze tra Roma e Praga
Un centinaio i pullman per la capitale, molte di più le auto. Ma i tagliandi per la finale di Conference sono poche migliaia
FIRENZE. È tutto pronto: la città non aspetta altro se non muoversi verso un doppio sogno, quelle due finali a lungo bramate e diventate finalmente realtà. Complessivamente, tra Roma e Praga saranno almeno 30mila i tifosi che si metteranno in viaggio, non senza difficoltà, aspettando di avere le prime informazioni logistiche per l’Eden Arena, dove il 7 giugno prossimo si giocherà l’ultimo atto di Conference League contro i londinesi del West Ham.
Lo stadio ha una capienza particolarmente limitata, di poco superiore alle 20mila unità: i tagliandi messi a disposizione delle due tifoserie saranno poco meno di seimila a testa. Il resto riumarrà appannaggio della Uefa. L’idea delle associazioni dei tifosi è quella di provare ad organizzare un volo charter, ma molto dipenderà anche dai prezzi che potranno essere richiesti. I costi dei voli per la Repubblica Ceca,m intanto, stanno lievitando a vista d’occhio e già questo rappresenta un ostacolo. A brevissimo si scatenerà una vera e propria sfida per assicurarsi il tagliando e dovrà essere trovato il modo per agevolare chi, in questo lungo percorso, non ha perso nemmeno uno degli appuntamenti precedenti.
Il viaggio verso la storia comincerà mercoledì, con Roma come prima tappa. La sera del 24, all’Olimpico, i viola affronteranno l’Inter, l’altra italiana che si è conquistata il pass per la finale di Champions. L’auspicio è che tutto sia diverso rispetto a nove anni fa, a cominciare dall’epilogo. Nel 2014, quando la Fiorentina dei Della Valle conquistò il suo unico pass ad una finale, si passò in attimo dal paradiso all’inferno. Prima ci furono gli scontri fuori dallo stadio tra ultrà napoletani e romanisti, mentre dentro finirono tutti ostaggio di Genni ’a carogna, in uno spettacolo al contrario in cui a perdere fu prima di tutto il calcio. Ecco perché stavolta dovrà essere tutto diverso. C’è da riprendersi quello che in qualche modo è stato negato troppi anni fa ed il cerchio può davvero chiudersi. Alla fine, i biglietti messi a disposizione della Fiorentina, circa 24mila, sono andati esauriti in un batter d’occhio. I pullman organizzati, al momento, sarebbero pochi rispetto alla marea viola che si riverserà nella capitale: si parla di un centinaio, mentre molte di più saranno le macchine e i van che in tanti stanno allestendo in queste ore. La spinta della città non mancherà in nessun modo.
È anche per questo, per infondere un’ulteriore dose di fiducia e di affetto, che la società ha deciso di organizzare, per domani, un allenamento a porte aperte, poche ore dalla finale. I giocatori scenderanno in campo dalle 19, mentre i cancelli dello stadio (lato maratona) si apriranno un’ora prima. Bandiere al vento, fumogeni colorati di viola e cori scandiranno i minuti: sarà la benzina che il gruppo si terrà stretto nella notte in cui proverà a sollevare il primo trofeo, con la stessa determinazione mostrata contro il Basilea. È con l’unità di intenti, con la sinergia straordinaria che da sempre ha visto la Fiorentina camminare di pari passo con la città, che si potrà provare a trasformare in realtà il primo sogno, aspettando quello più grande, formato europeo. Nel frattempo, poi, il Comune di Firenze sta lavorando per mettere in piedi diversi punti in cui poter assistere alla partita, coi maxischermi. L’obiettivo è far sì che coloro che non sono riusciti ad acquistare il titolo d’accesso all’impianto romano possano vivere, insieme, una notte che si spera possa essere ricca di magia.
L’ultima coppa vinta dalla Fiorentina è vecchia di oltre 20 anni: in panchina c’era un giovanissimo Roberto Mancini. Fu lui a raccogliere l’eredità lasciata da Terim, dimessosi per le forti divergenze societarie, e a sollevare il trofeo, insieme a Toldo, Rui Costa, Adani, Di Livio e Chiesa senior. Da allora, è successo di tutto: si è passati dalle ceneri del fallimento alle notti magiche della Champions, fino ad arrivare al cambio di proprietà e all’arrivo del presidente Commisso. Dopo aver assistito, emozionandosi, al bagno di folla all’aeroporto di Peretola, al ritorno della comitiva viola da Basilea, spera pure lui di entrare nella storia. E certamente arricchire quella che sarà la sala dedicata ai trofei al nuovo Viola Park, di prossima inaugurazione, con una nuova Coppa sarebbe il modo migliore, anche solo per ingannare l’attesa dell’altra finale. L’ultima volta, nel 1961, i “leoni di Ibrox” riuscirono a mettere insieme la loro doppietta di trofei: oltre sessant’anni dopo, l’obiettivo è quello di riavvolgere il nastro e colorarlo di viola.
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