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Basilea-Fiorentina, tensione tra le tifoserie: sparati proiettili di gomma e idranti subito in funzione


	L’immagine del “marzocco” mostrata dai tifosi viola
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L’immagine del “marzocco” mostrata dai tifosi viola

Un caso simile già nella trasferta di Braga. I duemila viola mostrano orgogliosi il “Marzocco”

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BASILEA. È successo tutto nei pressi del St. Jakob Park, il tempio del Basilea, lì dove ieri sera era ospite pure l’asso del tennis, Roger Federer, tifoso dei rossoblù. Il corteo di tifosi della Fiorentina - più o meno duemila quelli che hanno raggiunto la Svizzera -, arrivando in zona stadio, è entrato in contatto con i sostenitori svizzeri. I primi sarebbero stati fatti passare nei pressi del raduno degli ultrà di casa. La polizia, intervenuta subito, ha evitato ulteriori contatti, con l’intervento di ulteriori rinforzi e soprattutto con l’impiego di idranti.

Secondo alcune ricostruzioni, sarebbero stati sparati su entrambe le tifoserie anche proiettili in gomma, precedente questo che aveva suscitato scalpore e indignazione già in Portogallo. A Braga, infatti, queste "pallottole", scagliate a distanza ravvicinata, hanno provocato lesioni anche di entità importanti in diversi ultrà viola, per cui si è mosso, nel tentativo di chiedere spiegazioni al collega portoghese, pure il sindaco Nardella insieme ad alcuni esponenti dell’amministrazione comunale, in maniera bypartisan. Stavolta, pur non essendo cambiato il modus operandi, non si segnalerebbero feriti. Sono stati in molti, sulle pagine social dedicate ai tifosi, a sottolineare come, a Firenze, una settimana fa, anche in occasione delle deviazioni fatte da parte degli elvetici rispetto al percorso inizialmente stabilito, non si siano registrati disordini o situazioni di pericolo, cosa che non sarebbe avvenuta in Svizzera. Ciò che invece, col passare dei minuti è emerso, è stata pure la difficoltà dei tifosi in possesso del tagliando per il settore ospiti di accedere all’impianto.

Quelli che sono riusciti a varcare i tornelli d’accesso si sono subito messi a preparare una coreografia - la seconda in trasferta di questa stagione, dopo quella realizzata a Cremona, in occasione della semifinale d’andata di Coppa Italia -, in attesa di veder riempiti tutti gli spalti. Il Basilea ha regalato spettacolo, va riconosciuto, ma l’emozione di veder calare l’immagine del "Marzocco", il leone simbolo del potere popolare nella repubblica fiorentina, circondato da centinaia di bandierine, non è passato inosservato. Anche in Svizzera, intanto, tra i più applauditi è stato il presidente Rocco Commisso, volato al seguito del gruppo per un appuntamento tanto importante. Sono stati molti i tifosi viola che lo hanno aspettato all’uscita dell’albergo per un selfie e qualche chiacchiera.

È stato il primo a ringraziare i tifosi: «Grazie per essere venuti fin qui» ha ripetuto a molti, intrattenendosi a parlare un po’di tutto, compreso del tema delle infrastrutture, dal Viola Park in fase di ultimazione fino al capitolo stadio. Intanto, attraverso i canali social il patron, insieme alla Fiorentina intera, ha fatto arrivare all’Emilia Romagna e alle popolazioni colpite dalle violente alluvioni delle scorse ore, rilanciando la raccolta fondi promossa dalla stessa regione per sostenere famiglie e comunità colpite dalla furia degli eventi atmosferici.

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di Redazione web