Il Tirreno

Firenze

Italiano cavalca l’onda dei 35mila. «Trasformiamo il sogno in realtà»

di Francesco Gensini
Italiano cavalca l’onda dei 35mila. «Trasformiamo il sogno in realtà»

Stasera il Franchi sarà quasi tutto esaurito per l’andata della semifinale europea. E Vincenzo elogia Dodo: «I trascinatori si sacrificano per la squadra come lui»

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FIRENZE. Se sarà la notte di Firenze lo “deciderà” la Fiorentina con la sua prestazione prima e il risultato poi, anche se il calcio per tanti motivi non sempre mette in relazione le due cose. Di sicuro, Vincenzo Italiano ha una voglia matta di prendersi anche la finale di Conference League dopo quella di Coppa Italia. «La finale di Coppa Italia – dice il tecnico siciliano – rappresenta di per sé un traguardo fantastico e cercheremo di dare con tutte le nostre forze anche quest’altra finale al popolo viola. Abbiamo visto di persona la gioia di Napoli per lo scudetto, non posso immaginare quello che potrebbe accadere qui dove un trofeo manca ugualmente da tanto tempo. Ecco: se abbiamo un sogno tutti noi dentro la squadra è quello di trasformare questo sogno in realtà e dedicarlo al fantastico pubblico del Franchi che nell’ultima gara di Coppa contro la Cremonese mi ha fatto venire i brividi».

Tu chiamale, se vuoi, vibrazioni. Le ha Italiano e le ha Dodô lì accanto che lo accompagna nella classifica conferenza stampa della vigilia. Si leggono nei loro occhi, larghi come i sorrisi che di tanto in tanto si aggiungono dentro una chiacchierata che è intrisa di volontà e determinazione. «I tifosi della Fiorentina – sottolinea l’esterno brasiliano – sono la cosa più bella per me e li ringrazio, perché mi hanno dato fiducia subito anche quando non conoscevo questo calcio e, venendo da sei mesi di inattività, ho avuto qualche problema a capirlo e farlo mio. Ma adesso sono felice. Ho un amico che lavora in un supermercato in città che mi racconta sempre la contentezza dei tifosi nel vedermi giocare, correre in attacco e subito dopo correre in difesa. Per me questa è una soddisfazione enorme e quello che sto facendo adesso è il risultato del lavoro quotidiano al centro sportivo. Ma voglio fare ancora meglio: Italiano mi ha aiutato tantissimo a crescere, mi è stato vicino nei momenti bui e questo mi ha permesso di esprimere il 90 per cento del mio calcio. Adesso voglio il 100 per cento».

Immediata la replica di Italiano che strappa un sorriso a tutti i presenti in sala stampa. «Ti devi sbrigare, la stagione sta finendo». Risate. Attestati di stima. «Dodô – aggiunge Italiano – è cresciuto tantissimo a livello fisico, poi quando si è sbloccato di testa ha tirato fuori tutte le caratteristiche che appartengono al suo repertorio e adesso è l’esempio di ciò che deve dare un calciatore. La gente non si innamora solo di chi fa un tacco o una rovesciata, ma anche e soprattutto di chi si sacrifica per i compagni e per la causa. Per essere un trascinatore occorre sacrificarsi, correre e rincorre. Dodo è uno di quelli che lo fa».

Belle parole, bell’atmosfera, ma il pensiero torna subito alla partita di stasera di fronte ai 35.000 del “Franchi”: il tecnico tratteggia un quadro perfetto di quello che ci vorrà alla Fiorentina per andare in Svizzera tra una settimana con un pezzo di traguardo in tasca. «Se il Basilea è arrivato in semifinale ribaltando spesso situazioni che sembravano compromesse, significa che ha grandi doti, grande organizzazione, grande forza caratteriale per metterci in difficoltà. Domani (oggi, ndr), non devono assolutamente mancare attenzione, qualità e furore, soprattutto non dobbiamo farci male da soli, non dobbiamo complicare la partita e serve stare svegli e concentrati sulle palle inattive. Se facciamo tutto ciò possiamo ripetere le bellissime gare che abbiamo disputato in Conference League». Italiano allontana certe preoccupazioni memore degli errori commessi dagli arbitri in precedenza ai danni della Fiorentina («Sono convinto che terna, quarto uomo e Var saranno concentrati per capire e gestire bene una gara così importante») e infine fa il punto sui suoi calciatori in dubbio. «Terracciano stamani (ieri mattina, ndr) aveva qualche linea di febbre e abbiamo preferito tenerlo a riposo, ma credo sia recuperabile. Idem Cabral che ha svolto tutto l’allenamento di rifinitura, mentre Sottil ha qualche problemino e non sarà della partita». Il punto vero (esclamativo) ce lo mette Dodo. «Siamo concentrati per fare una super prestazione: tutti i miei compagni ed io abbiamo un sogno che è quello di regalare un trofeo a Firenze e ai tifosi viola».


 

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