Gioco
Centrare anche la finale in Europa? Commisso «Io ottimista, proviamoci»
Il presidente viola: «Coppa Italia e Conference, non succede da 62 anni»
FIRENZE. Che sia il momento della Fiorentina lo si intuisce girando per la città, lo si percepisce nell’aria, lo si sente nei discorsi che passano di bocca in bocca non soltanto negli abituali luoghi di ritrovo dei tifosi viola. Ieri, per esempio, la parola finale (di Conference League) con tutto il carico di sogni e aspettative che si porta dietro è risuonata anche nelle aule del Liceo Machiavelli: c’era Rocco Commisso a incontrare gli studenti e il pensiero dell’imprenditore italo-americano, tra un ricordo del lavoro fatto per costruire un impero economico e un consiglio sui valori etici da seguire, non poteva non soffermarsi sulla semifinale d’andata col Basilea ormai qui alle porte. E su quello che potrebbe significare per la Fiorentina. «La verità – ha raccontato Commisso alle ragazze e ai ragazzi del Machiavelli – è che non lo sapevo, ma ho letto che se riuscissimo a superare anche questo turno, la Fiorentina tornerebbe a fare una finale di Coppa Italia e una finale di una competizione Uefa nella stessa stagione dopo 62 anni».
Era la stagione 1960-61 e la Fiorentina di allora, emanazione di quella fantastica allenata da Bernardini che cinque anni prima aveva vinto il tricolore dominando in lungo e in largo, non solo arrivò in finale di Coppa Italia e di Coppa delle Coppe, ma soprattutto le vinse entrambe battendo rispettivamente Lazio e Rangers Glasgow. Oggi, siamo tornati a quei giorni o, almeno, alla “preparazione” di quei giorni. Perché la finale di Coppa Italia, in programma mercoledì 24 all’Olimpico di Roma, la squadra viola ce l’ha in tasca da una decina di giorni per aver eliminato la Cremonese in semifinale, mentre quella di Conference, prevista mercoledì 7 giugno a Praga, passa appunto dal doppio confronto con i rossoblù elvetici. Domani sera il primo e già fondamentale capitolo allo stadio “Franchi”: che le code anche ieri per assicurarsi il biglietto lo annunciano ribollente di tifo e passione. Non un appuntamento qualsiasi, ma un appuntamento speciale. E allora sempre il numero uno del club viola fa professione di ottimismo, che di per sé non guasta mai, ma stavolta serve – se possibile – a dare un’ulteriore spinta all’ambiente per credere in qualcosa che solo pochi mesi fa apparteneva al più visionario dei sognatori. «Io sono ottimista, però non voglio mai dare niente per certo. E i ragazzi devono solo concentrarsi per la partita di giovedì (domani, ndr)». Un invito, un “ordine”, una speranza intima. Sapendo benissimo senza girarci tanto intorno, Rocco Commisso e tutti i tifosi viola, che il gruppo di Italiano ha le qualità per battere il Basilea e cominciare a riscrivere un pezzo di storia del club viola. Sarà compito tutt’altro che facile. Il Basilea dell’Europa è frequentatore abbastanza assiduo e la squadra ha in sé i geni di follia calcistica che possono mettere in difficoltà chiunque. Anche se stessa, come ha dimostrato l’ultima partita del campionato svizzero chiusa con tre espulsioni. A Biraghi e compagni ci vorrebbero due settimane da Fiorentina, giusto per parafrasare - raddoppiando pure la durata - il titolo del film “Settimana da Dio” che vent’anni fa ebbe successo con Jim Carrey e Morgan Freeman protagonisti: due settimane della squadra che ha saputo essere brillante e vincente per arrampicarsi fino alla finale di Coppa Italia e adesso per provare a fare altrettanto anche in Conference. Ci vorrebbe la Fiorentina capace di conquistare undici vittorie e tre pareggi in quattordici partite di fila di serie positiva tra metà febbraio e metà aprile: bella e spietata in Italia e in Europa. E allora, si può essere sicuri che dopo le code per essere presenti a Roma, i tifosi viola farebbero anche quelle per Praga.
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