Sicurezza
Italiano: «Jovic è cresciuto». E Duncan chiama Firenze
Il centrocampista: «Coi tifosi, possiamo fare grandi cose»
VINCENZO. Italiano a fine gara, dal ventre di un Maradona calato in una festa destinata a non finire mai, analizza la gara, a cominciare dall’attacco. «Cabral ha caratteristiche di prima punta, quanto a Jovic dovevamo recuperarlo e in parte ci siamo riusciti, ma entrambi hanno le qualità per fare più gol ed essere persino più determinanti. All’inizio abbiamo pagato le tre competizioni, poi siamo cresciuti e i gol sono arrivati. Certo, avere attaccanti che fanno 20 gol sono soddisfazioni diverse (chiaro il riferimento a Osimhen, ndr), ma Jovic e Cabral sono due ragazzi giovani che hanno nelle corde questo ambiente e queste soddisfazioni. Il Napoli vince lo scudetto dopo un percorso di crescita incredibile. Pian piano, dobbiamo crescere anche noi». Adesso, quello che conta, ripete Italiano, è non accontentarsi. «Avevamo due obiettivi: raggiungere la finale di Coppa Italia e arrivare in fondo in Conference League. Intanto, abbiamo raggiunto una finale storica. Possiamo arrivarci anche in Conference. Giocando con questa testa e con questa personalità possiamo mettere in difficoltà i nostri avversari e raggiungere così i nostri scopi».
I complimenti, nemmeno troppo indiretti, arrivano direttamente dall’allenatore campione d’Italia, Luciano Spalletti: «La Fiorentina è stata un’avversaria molto tosta, allenata benissimo e con un organico forte. Ma nel secondo tempo noi siamo migliorati».
A parlare, a fine partita, è anche Alfred Duncan, tornato protagonista dopo diversi mesi vissuti nelle retrovie. «Contro Il Napoli non basta la prestazione. Siamo contenti, ma dovevamo fare di più – ammette a fine gara -. Abbiamo fatto tante cose buone, ma abbiamo commesso anche degli errori. E dobbiamo migliorare in fretta. Abbiamo sprecato e il Napoli è stato bravo a capire le nostre debolezze. Giovedì? Firenze sa già la nostra situazione e insieme faremo grandi cose anche quest’anno».
A prendere parola, poi, è il direttore generale Daniele Pradè: «Non meritavamo di perdere – ammette -. Ho visto una grande carica agonistica da parte dei nostri avversari, faccio loro i complimenti. Giovedì ci aspetta una partita fondamentale e il tecnico, proprio per questo, ha preservato qualcosa. Da domani (oggi, ndr) , si pensa a solo a questo». Anche il dirigente chiama a raccolta il Franchi: «Non ho dubbi sul nostro meraviglioso tifo, mi auguro che lo stadio sia pieno. Avremmo potuto regalare loro un grande soddisfazione, ma pure alla luce di alcuni problemi logistici non sono potuti essere qui. Noi però siamo fiduciosi: abbiamo visto che la Fiorentina c’è, sotto il profilo tecnico e fisico. Abbiamo creato e potevamo fare gol, ora guardiamo avanti. Un mese decisivo? Noi le vogliamo giocare tutte, lo abbiamo dimostrato anche in questo stadio. La squadra ha messo in campo tutto quello che aveva e questo è lo spirito che deve avere la nostra Fiorentina».
La squadra, intanto, ha fatto rientro a Firenze con un treno charter che ha aspettato il gruppo ad Afragola, evitando così di restare imprigionati nei caroselli dei tifosi napoletani. La squadra sarà in campo già in queste ore per preparare la sfida col Basilea. Non c’è tempo da perdere: è ora che si decide la stagione e nessuno, tra i giocatori, ha intenzione di tirarsi indietro.
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