Sicurezza
Viola, stress test coi campioni d'Italia. Al Maradona per l’impresa
Il Napoli festeggerà davanti alla sua gente lo scudetto, 33 anni dopo l’ultimo. Vincenzo Italiano sogna lo sgambetto agli azzurri, dopo quelli alle milanesi
FIRENZE. L’esame più difficile, sicuramente, ma anche il più intrigante. In una Napoli diventata la terra del festeggiamento perenne, una storia infinita di allegria ed emozione, tocca alla Fiorentina provare a farsi più grande, a riscoprire nuove certezze, pure contro i neo campioni d’Italia. Gli azzurri di Spalletti avranno il tricolore già cucito sul petto, gli altri sventoleranno tutti intorno, ma le imprese è così che si costruiscono, spingendosi e osando, con un pizzico di sfrontatezza.
Vincenzo Italiano, che alla vigilia ha preferito optare per il silenzio, per tenere alta la concentrazione, sa bene che in ballo, oggi, c’è molto più dei tre punti. C’è la consapevolezza di una squadra che in questi mesi ha portato a compimento un processo di maturazione e che, rispetto al girone d’andata, ha saputo affondare il piede sull’acceleratore, aumentando i giri del motore e pure la velocità di crociera. L’ultimo step, decisivo per immergersi poi con ulteriore convinzione nelle tre settimane più importanti della stagione, quelle delle due semifinali di Conference e quella della finalissima di Coppa Italia, può arrivare già oggi, trovando la chiave giusta per far vacillare la corazzata partenopea.
Senza la tifoseria organizzata al seguito, per via della protesta portata avanti (anche) contro le norme per far accendere all’interno dell’impianto napoletano gli striscioni e pure, la Fiorentina proverà a vestire i panni della guastafeste. Ha già fatto piangere le due milanesi, prima il Milan, davanti al proprio pubblico, e poi l’Inter, alla Scala del calcio: l’obiettivo è quello di provare a calare il tris contro un’altra big di caratura internazionale, considerato lo straordinario percorso fatto dal Napoli anche in Champions League. Certamente, a fine gara, tributerà il giusto onore alla squadra vincitrice del campionato italiano, come già fatto per altro dal presidente Commisso col collega De Laurentiis, ma prima si proverà a scrivere un pezzetto di storia.
Ci sarà pure il presidente al vecchio San Paolo: ha trascorso le ultime ore a Positano e si godrà dagli spalti lo spettacolo che i 60mila che accorreranno saranno in grado di regalare. Sognando lui per primo lo "sgambetto".Toccherà a Jovic provare a scardinare la retroguardia azzurra, castigando un’altra delle grandi italiane, dopo il Milan. Ha fatto le prove generali con la Samp senza riuscire a trovare la via del gol, ma mandando in rete tre compagni: l’occasione giusta potrebbe essere proprio oggi, scrollandosi di dosso tutte le tossine possibili, in vista di questo finale di stagione. C’è da fare il pieno di energia e entusiasmo, per provare poi, tra qualche giorno, a mettere un primo sigillo sulla seconda finale della stagione. Sarebbe la prima volta negli ultimi cinquant’anni: la storia è a un passo. Per questo, la città si è già data tutta appuntamento allo stadio. Sono oltre ventimila i biglietti già staccati per la sfida col Basilea, aspettando di far scattare la corsa al tagliando per il 24 maggio, per la finale di Roma contro l’Inter.
L’ultima volta, nel 2014, per l’appunto contro il Napoli, gli eventi sportivi finirono in secondo piano. Prima ci furono gli scontri all’esterno dell’Olimpico, tra napoletani e romanisti, il resto fu la vergogna di uno stadio quasi ostaggio di Genny ’a Carogna, con la partita ritardata di 45 minuti. Non perse solo la Fiorentima, ma tutto il calcio italiano.Stavolta no, è tutto diverso. La Fiorentina vuole provare a misurarsi con i giganti: è questa la strada da percorrere per diventare grandi. A maggior ragione oggi. Tanto Napoli farà festa comunque.
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