La protesta
«Un ultimo passo, per la storia»: la finale scudetto si decide qui
Sara Alberti: «La nostra stagione è già importante, possiamo impreziosirla». A Palazzo Wanny, Savino del Bene affronta in gara 3 Milano: è dentro o fuori
FIRENZE. Ha già vissuto tante vigilie, in carriera. Da quelle delle finali internazionali, sempre con la Savino del Bene, in Challenge Cup la passata stagione e in Coppa Cev quest’anno, fino alla finalissima scudetto con Agil Novara, nel 2016/17. Sara Alberti, pallavolista italiana, centrale della squadra di Scandicci che questa sera si giocherà l’accesso alla sfida decisiva con Conegliano per cucirsi il tricolore sul petto, non si emoziona. È meticolosa quando racconta le ore frenetiche che precedono un grande appuntamento sportivo, ma non cede il passo all’emozione. «Siamo consapevoli del nostro valore, metteremo in campo tutto quello che abbiamo per portare a casa gara 3 e gettare così le basi per un sogno». Lo sussurra poco dopo: «Sì, perché Scandicci non è mai riuscita a tagliare un traguardo tanto ambizioso, sarebbe bellissimo». Si fida delle compagne e, pur consapevole del valore di ciascuna di loro, non scommette su una in particolare. «No, dice, la nostra forza è il gruppo».
Sara Alberti, questa è la partita più importante della stagione?
«Ci aspetta una partita importantissima, ma non è la prima volta. Ne abbiamo vissute già così, penso alla finale di Coppa Cev, solo per restare a questa stagione. Ci siamo abituate strada facendo. È vero, sarà una gara da dentro o fuori, ma quello che deve restare forte in ciascuna di noi è la consapevolezza nei mezzi a nostra disposizione e su questo faremo leva. Metteremo in campo tutto quello che abbiamo per portare a casa gara 3 e gettare le basi per un sogno».
Milano è riuscita ad annullare il vostro primo matchball, pareggiando i conti: stavolta si fa sul serio.
«Questa è stata una stagione lunga e complessa, anche coi viaggi. Ci siamo tolte qualche soddisfazione con la Coppa e partiamo da una buona base. Però, sarebbe bello vincere ancora, perché Scandicci non si è mai qualificata, nella sua storia, a una finale scudetto. Diventerebbe certamente motivo di ulteriore soddisfazione, pur consapevoli che chiunque approdi all’ultimo atto della manifestazione troverà un Conegliano molto forte e agguerrito. Abbiamo fatto vedere quello di cui siamo capaci in gara 1. Domenica scorsa, Milano ha saputo imporre il suo gioco e ora siamo qui, pronte a batterci per provare a chiudere un cerchio».
Savino del Bene, fino ad oggi, ha dimostrato di avere un serbatoio doppio d’energia, fisica e mentale, a cui attingere. Qual è la vostra forza?
«Prima di tutto la concentrazione, non solo le sei che giocano, ma tutta la rosa. Siamo di fronte all’ultimo step: è chiaro che si debba attingere alle ultime forze fisiche. Manca poco alla fine della stagione, ma è ora che si fa la differenza. Sapere questo, così come la consapevolezza di essere ad un passo da paradiso ti aiuta. Non dobbiamo dimenticare che la nostra stanchezza è speculare a quella delle avversarie, ma sono questi gli appuntamenti che ti danno la massima carica. Il nostro obiettivo, già da domenica, è stato quello di racimolare energie positive per entrare in campo a mente lucida. Siamo 1-1 e domani (oggi, ndr) è la bella».
Quanto conterà la spinta di Palazzo Wanny?
«Giocare in un palazzetto pieno, che rema dalla tua parte è una marcia in più. È successo a noi in gara 1 e, allo stesso modo, alla squadra di Milano in occasione di gara 2. A Monza, c’era un pubblico infuocato: questo ha avvantaggiato le avversarie, a discapito nostro. Ora ci aspettiamo di invertire di nuovo i ruoli, che Palazzo Wanny possa trasformarsi in un valore aggiunto per noi».
Quali sono i dettagli che proverete a correggere?
«Più che particolari da correggere, serve proprio fare attenzione ai dettagli. In gara 1 siamo riuscite ad essere più lucide, abbiamo commesso meno errori, ma dall’altra parte del campo abbiamo anche trovato giocatrici di certo non così “agguerrite” come in gara 2. Domenica scorsa, Milano ha spinto più di noi, la loro reazione è stata veemente. Sono partite più spavalde e noi ci siamo trovate a rincorrere. Ecco perché dico che cominciare bene rappresenta già un buon punto di partenza. Puntiamo a vincere subito il primo set: quello è il primo passo, nel tentativo di chiudere il prima possibile il contendere».
Quali i punti di forza di Milano?
«È una squadra molto equilibrata. Mi piace molto Alessia Orro, una tra le palleggiatrici più forti, sa come dare velocità al gioco. Se ricevono bene, come accaduto in gara 2, è difficile murare: se la palla è perfetta, il gioco è più veloce e contrastarlo diventa più complicato. Hanno elementi d’esperienza, capaci di cambiare il ritmo e di trovare la soluzione giusta, dalle centrali alle attaccanti. L’altro aspetto di gara 2 che mi è piaciuto molto è stata la capacità di essere presenti all’interno della partita delle ragazze che sono entrate. È la riprova di quanto si è visto in regular season: siamo pur sempre la seconda e la terza forza del campionato, per altro staccate da un solo punto. Se possibile, ora dobbiamo cercare di spingere un po’ di più».
E quelli di Savino del Bene?
«Siamo un bel gruppo, molto affiatato. Dovremo stare attente a non abbassare lo sguardo alle prime difficoltà, abbiamo una squadra che gioca bene. Abbiamo giocatrici alte, a muro sappiamo dire la nostra, così come in attacco. La partita si deciderà sui particolari, da un lato e dall’altra si sfideranno elementi d’esperienza e professionalità. Dettagli e attenzione faranno differenza».
Lei, in carriera, ha già vinto uno scudetto con Novara: c’è qualche similitudine con quella stagione?
«Non eravamo la squadra favorita, lo siamo diventate strada facendo. La finale contro Modena è stata un’esperienza bellissima. Prendemmo consapevolezza di chi eravamo con il passare delle partite: dalla nostra avevamo la leggerezza di chi non aveva pressioni addosso. Il gruppo rese possibile quello a cui nessuno pensava. Savino, invece, è stata costruita per raggiungere determinati obiettivi. Ci eravamo prefissate di vincere la coppa europea e ce l’abbiamo fatta, così come siamo riuscite a terminare la stagione nelle prime tre in classifica. Adesso, conquistare la finale scudetto sarebbe la ciliegina sulla torta. Per poi provarci fino all’ultimo».
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