Il Tirreno

Firenze

Viola, tutto sulle Coppe

di Francesco Gensini
Viola, tutto sulle Coppe

Il ko di Monza frena le ambizioni della Fiorentina in campionato. L’obiettivo è sferrare l’assalto alle due strade parallele per l’Europa

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FIRENZE. Due pareggi consecutivi in casa più la sconfitta di domenica pomeriggio a Monza, per un conto facile e un effetto altrettanto sicuro: con due punti conquistati nelle ultime tre gare dentro una rincorsa che partiva da lontano, la Fiorentina in Brianza ha chiuso il proprio cammino in campionato con largo anticipo almeno per quello che riguarda la voglia d’Europa rispetto a un anno fa. Poi, certo, ci sono sette giornate da giocare al meglio. Ci sono sette avversari da affrontare e da cercare di battere. C’è comunque una posizione da migliorare e da rendere più nobile anche per un ritorno economico, ma prima ancora per qualificare la stagione. Però, tutto ciò adesso passa davvero in subordine a quello che conta davvero ed è in cima ai pensieri di tutti in casa viola: la finale di Coppa Italia da conquistare giovedì, a cui farà seguito il tentativo per prendersi anche quella che vale la Conference nella sfida dell’11 (a Firenze) e del 18 maggio (in Svizzera) contro il Basilea.
Tra la Fiorentina e il sogno dei sogni, rappresentato da una doppietta che da queste parti manca da oltre mezzo secolo, ci sono cinque partite, che sono nulla in confronto alle 48 che la squadra viola ha già disputato finora. E se riuscisse a dare forma alla finale in entrambe le competizioni, diventerebbero addirittura sessanta totali. Il campionato è ormai andato, fatto salvo che la Fiorentina conquisti 21 punti su 21 in quel che rimane e allora il discorso cambierebbe. Di per sé, l’all-in sulle Coppe ha una ragione in più di essere: sempre ricordando che proprio per dare un senso alla stagione già ad agosto attraverso l’ingresso via playoff in questa Conference League, la Fiorentina ha pagato dazio soprattutto in campionato. Col trascorrere delle settimane e dei turni, Biraghi e compagni hanno via via aggiornato le priorità sul calendario e con l’inizio dell’anno nuovo la Coppa Italia prima e la stessa Conference poi sono diventate due idee meravigliose nella testa dei calciatori di Italiano.
Adesso, è arrivato il momento di trasformare quelle idee in solide realtà, giusto per parafrasare uno slogan pubblicitario tanto in voga per anni. Cinque vittorie di fila dopo il pareggio contro l’Empoli, che a sua volta veniva dopo la sconfitta di Torino in casa della Juventus, avevano consentito alla Fiorentina di risalire da una posizione anonima se non un filino preoccupante fino a ridosso della zona Europa, ma come sempre accade in questi casi chi rincorre da lontano, non può permettersi il minimo passo falso, altrimenti succede come col castello che ti casca alla penultima carta. Il pari con lo Spezia prima, il pari con l’Atalanta subito dopo sempre al “Franchi” e infine lo stop di Monza due giorni fa hanno ricacciato indietro la squadra viola e allargato di nuovo le distanze dal sesto-settimo posto ormai a un numero (di punti) difficilmente colmabile, se non per un improbabile incrocio di fattori positivi. Logico, naturale e per certi versi “giusto” che le attenzioni di tutti si siano inconsapevolmente o scientemente spostati sulla Coppa Italia e sulla Conference League: dopo domani la Cremonese sarà il primo passo da compiere per la Fiorentina verso il Grande Sogno. Doppio.

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