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Fiorentina-Roma 1-2: il trofeo finisce a Roma, il cuore e Krastev non bastano

di Francesca Bandinelli
Fiorentina-Roma 1-2: il trofeo finisce a Roma, il cuore e Krastev non bastano

La Primavera non riesce nell’impresa e stavolta, coi giallorossi, finisce al tappeto. Con un uomo in meno trova il pari ai supplementari, però non basta

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FIRENZE. Si decide tutto ai tempi supplementari, nonostante l’uomo in meno a cui la Fiorentina ha dovuto rinunciare per 45 minuti, l’ultimo quarto d’ora del tempo regolamentare e l’extratime. Ai baby viola di Aquilani non riesce l’impresa di portare a Firenze per la quinta volta consecutiva la Coppa Italia di categoria: ad alzare il titolo è la Roma, che dopo un avvio di gara sornione, quasi frastornata dalla mole di gioco costruita dalla Fiorentina, si rimette sapientemente in carreggiata. Non è bastato il cuore di Distefano e compagni e nemmeno il gesto atletico bellissimo, un colpo di testa volando praticamente in paradiso, di Dimo Krastev, sugli sviluppi di una punizione di Amatucci, costretto poi ad alzare bandiera bianca per una lacerazione al ginocchio, sanguinante. Vince la Roma di Federico Guidi, l’ex allenatore delle giovanili viola, quello che a Firenze ha vissuto per 12 anni e che ora, sulle rive del Tevere ha ritrovato quel Vincenzo Vergine a lungo responsabile del vivaio della Fiorentina insieme a Pantaleo Corvino. La Fiorentina si arrende solo in extremis, provando fino all’ultimo a riequilibrare la gara e a costruire l’ennesima impresa.


Parte subito forte la Viola, schiacciando la Roma nella propria tre quarti di campo. Al 10’ minuto, il primo squillo è di Kayode, con un colpo di testa sul secondo palo, pennellato da Distefano. La sua conclusione, però, finisce fuori: la mira è da rivedere. Poco dopo al 18’, Lucchesi colpisce una traversa, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Amatucci. La squadra di Aquilani sembra in grado di dettare i tempi, mentre la Roma pare soffrire un po’ troppo le percussioni degli esterni viola, restando inchiodata dietro la linea del centrocampo. Il primo tiro del gruppo di Guidi arriva solo al 39’, con Padula lesto a trovare la conclusione sfruttando pure una leggera deviazione della difesa: Martinelli, però, blocca senza difficoltà.


Nella ripresa, le parti si invertono: sono i giallorossi a spingere e a costruire superiorità, forti anche dell’ingresso in campo di Misitano. I viola vanno in apnea e certe sbavature finiscono col diventare più evidenti. La Roma recrimina per un mancato calcio di rigore, ma poco dopo il direttore di gara Collu decide di punire soltanto con un giallo l’intervento (fallo di reazione, dopo aver scaricato il pallone) di Cherubini su Kayode. Comuzzo, invece, già ammonito nel corso del primo tempo, finisce in anticipo sotto la doccia per un secondo fallo proprio su Cherubini. Guidi, coi cambi, modifica l’assetto della gara e trova la chiave giusta per scardinare le certezze dei ragazzi di Aquilani, alla fine costretti ad accettare un ko amarissimo. Il carattere e l’attaccamento per la maglia, però, non sono passati inosservati, tantomeno al presidente Commisso. «Complimenti ai giocatori, si sono battuti fino alla fine - ha fatto sapere il patron a fine gara -. Nonostante la sconfitta, hanno dimostrato, ancora una volta, il loro valore. Seppure in inferiorità numerica hanno sempre giocato un buon calcio, senza paura. Sono orgoglioso di questi ragazzi: grazie a tutti loro, a Aquilani e al suo staff per le emozioni che ci hanno saputo regalare e per un campionato che vede la nostra squadra ancora in corsa». 

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