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La Savino Del Bene per la storia. «Bellissimo guardare alla finale»

di Francesca Bandinelli

	La gioia delle ragazze della Savino (Foto Maurizio Anatrini)
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La gioia delle ragazze della Savino (Foto Maurizio Anatrini)

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FIRENZE. La Savino Del Bene, adesso, non vuole fermarsi più. L’euforia per la vittoria della Coppa Cev di pallavolo, l’altra sera in un Pala Wanny gremito con oltre 3100 spettatori, è già in un angolo. Certo, resta la soddisfazione per il secondo trofeo europeo consecutivo dopo la Challenge Cup della passata stagione, ma il tempo di fare la storia è questo. Massimo Barbolini, il tecnico della squadra scandiccese, lo dice subito: «L’obiettivo è quello di riuscire a compiere un passo in avanti ulteriore: questa società non è mai riuscita ad arrivare a giocarsi una finale a livello italiano. Sarebbe bellissimo, anche a livello personale, ma prima concentriamoci su gara 1, contro Bergamo».

Barbolini, quale il vostro approccio a questi play off?

«C’è grande entusiasmo. È il punto d’arrivo di una stagione che dura 8-9 mesi: i giochi si decidono adesso. Per questo, bisogna azzerare tutto quello che è stato fatto fin qui, per quanto molto bello. Le imprese costruite, le soddisfazioni che ci siamo tolte restano un valore grandissimo, già scolpito nell’anima di ciascuno di noi. Adesso, però, si ricomincia da capo. I valori acquisiti coi punti si azzerano, resta lo spessore delle squadre e proprio per questo dico che occorre fare attenzione. Ci aspettano tante piccole finali, per altro racchiuse in un lasso temporale molto breve. Questo è un po’ il bello e il brutto della nostra formula: si gioca in otto mesi e si decide tutto in uno».

Si (ri)comincia oggi pomeriggio con Bergamo: è la sorpresa del campionato?

«È una squadra protagonista di un buonissimo campionato. Dall’inizio della stagione ha sempre gravitato nelle prime otto posizioni, sistematicamente in zona play off. Per questo merita tanta attenzione, a maggior ragione da noi, che siamo stati eliminati da loro nei quarti di finale di Coppa Italia, in casa. Possono contare su una giocatrice, Khalia Lanier, che è in grado di risolvere da sola una partita, sa come essere pericolosa. Sono interpreti di una bella pallavolo, murano bene: dobbiamo stare attenti. Per quello che hanno fatto e per quello che potranno fare».

In campionato, però, non troppi giorni fa avete vinto con un secco 3-0.

«Sì, ma fa parte del passato: noi abbiamo interpretato molto bene quella gara, ma loro non l’hanno affrontata al 100%. Non hanno giocato come in altre situazioni, prima e dopo. Il risultato ci deve far capire che abbiamo messo insieme una buona prestazione, ma se ci immaginiamo una partita di questo spessore commettiamo un errore. Sono certo che non sarà questo il caso».

Conegliano è sempre la favorita?

«Sì, è la squadra che ha vinto di più negli ultimi anni. Lo dicono i numeri. Ha perso solo una partita in campionato, contro di noi, in una sfida in cui hanno dovuto fare i conti pure con diverse assenze. Resta assolutamente la favorita. La superiorità, forse, non è così schiacciante come in altri anni, ma è un passo avanti».

Quali i punti di forza della Savino Del Bene, sia dal punto di vista atletico che morale?

«In questa stagione, abbiamo perso solo cinque partite e dalla prima all’ultima giornata siamo stati la vice di Conegliano in classifica. La conquista di una coppa europea importante, come la Cev, non deve cambiare niente, anche se gli stimoli aumentano in maniera naturale. Proprio per questo sono convinto che miglioreremo ancora. Dobbiamo farlo, soprattutto nei fondamentali di seconda linea. Dobbiamo essere una squadra ancora più solida in ricezione e in difesa: per avere supremazia in certe partite è importante partire da qui. Se non difendi bene, non copri e non costruisci, al di là della necessità di attaccare e concretizzare i palloni in attacco, è difficile vincere».

E per Barbolini questa può già essere la stagione migliore?

«Ho già provato una soddisfazione grandissima, quella di sollevare due trofei internazionali per due anni di fila. Non mi era mai successo. È stato importante anche essere riusciti a chiudere la stagione al secondo posto, la missione ora è quella di provare a fare un passo ulteriore per la Savino, che non è mai riuscita ad arrivare in una finale a livello italiano: sarebbe una cosa bellissima. Anche a livello personale. Il primo passo è quello di concentrarsi sulla gara con Bergamo: non parlo nemmeno di Monza, altro avversario fortissimo che una volta abbiamo anche battuto. Non mi è mai piaciuto vincere le sfide prima di iniziarle, perché di solito si va incontro a grosse delusioni. Mi auguro piuttosto di avere ancora una volta l’energia del pubblico a fare da detonatore d’entusiasmo: la cornice di pubblico presente l’altra sera al palazzetto è stata motivo di soddisfazione anche per noi».

La rosa è tutta a disposizione?

«Non dovrebbero esserci defezioni, come è un po’ accaduto durante tutta questa stagione. Ringrazio, per questo, lo straordinario lavoro del nostro staff sanitario e fisioterapico: per un allenatore avere a disposizione le atlete, anche durante la settimana per le sessioni di lavoro, è uno straordinario vantaggio».

 RIPRODUZIONE RISERVATA

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