Gioco
Viola, super poteri in Europa: assalto al fortino di Poznan
In Conference nessuno, in questa stagione, ha mai battuto il Lech in casa. Ma la Fiorentina punta a ipotecare il passaggio del turno col nono successo
FIRENZE. L’obiettivo, adesso, è quello di rimettere i panni di chi, in Europa, ha dimostrato di avere i super poteri. La Fiorentina vuole ricominciare a vincere. È vero, lo Spezia ha cancellato la possibilità di scrivere una pagina di storia, con la decima vittoria di fila della stagione cancellata da Nzola, ma ora la missione è quella di ricominciare a “mietere” vittime, in campo internazionale. È qui che i numeri raccontano la metamorfosi di una squadra che, dopo essersi qualificata superando l’ostacolo Twente ai play off, ed aver rimediato uno schiaffo e mezzo nelle prime due partite del girone (pareggio interno con il Riga e sconfitta in trasferta col Basaksehir), ha saputo infilare ben otto vittorie consecutive realizzando nel parziale 25 reti, in media più di 3 a partita. In Conference League, la squadra di Vincenzo Italiano è quella che, ad oggi, ha segnato più reti di tutti (26), meglio di West Ham (19), del prossimo avversario, i polacchi del Lech Poznan (18) e pure del Basilea (17) che, in caso di passaggio di turno, potrebbe diventare il futuro ostacolo da saltare sognando la finale di Praga. È la regina della manifestazione per tiri in porta, ben 179 (il Lech solo 119), la seconda squadra per possesso palla (60,1%) dietro al Villarreal e la terza per precisione nei passaggi, superata solo dai danesi del Silkeborg (88,5%) e dagli spagnoli del “sottomarino giallo” (87,4%). Adesso serve lo strappo per provare a volare oltre, mettendo il sigillo sul quinto successo consecutivo internazionale in trasferta, dopo quelli conquistati in Scozia (3-0 agli Hearts), Lettonia (3-0 al Riga), Portogallo (4-0 al Braga), e Turchia (4-1 al Sivasspor). Vincenzo Italiano sta lavorando sul campo e sulla testa dei suoi giocatori, consapevole del coefficiente di difficoltà dell’avversario toccato in sorte.
A Poznan, quest’anno, in Conference, non ci ha vinto nessuno. Solo il Beer Sheva è riuscito a strappare un pareggio in trasferta alla terza giornata della fase a gironi, tutti gli altri hanno finito per leccarsi le ferite: ha perso l’Austria Vienna (4-1), il Villarreal (3-0), il Bodo Glimt (1-0) e, agli ottavi, il Djurgarden. È qui che la Fiorentina deve provare ad andare oltre, consapevole delle difficoltà croniche incontrate dai polacchi lontano dallo stadio di casa (ko in Spagna, al debutto; pari in Israele, a Vienna e in Norvegia), con l’unico successo, per quanto rotondo, conquistato in Svezia. La fatica è evidente, si farà sentire, ma il turnover – in qualche caso forzato, come per Amrabat, che con lo Spezia ha scontato un turno di stop – è pronto a trasformarsi in alleato, insieme alla “rinascita” di giocatori, come Brekalo, rimasti fin troppo ai margini. Quella di giovedì sarà la quarantacinquesima partita della Fiorentina e non si potrà sbagliare niente. Servirà il cinismo messo sotto ai riflettori già in alcune occasioni, insieme alla capacità di capitalizzare ogni particolare, tenuto conto che la difesa polacca in Conference ha chiuso ben sei gare senza incassare reti (contro le quattro dei viola), cercando di tornare subito a surfare l’onda di chi vuole continuare a essere protagonista. Il Lech è reduce dal successo nel derby col Warta, arrivato grazie alla doppietta di Skoras, a quota 5 gol in Europa proprio come Cabral. Il testa a testa, in questo caso, è ancora più forte, con Jovic che, da capocannoniere della manifestazione, è pronto a tutto pur di tenersi stretta la classifica marcatori. La Fiorentina punta a fare gli straordinari: è questa la strada da percorrere per fare la storia, per non sbarrare la strada al sogno di una nuova finale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
