La protesta
Fiorentina, è una Pasquetta più felice del Natale
Il capitano è stato tra i migliori in campo, Dodô è il miglior terzino della Serie A
Le proverbiali sette camicie le avevamo sudate da un pezzo. Ercole si fermò alla dodicesima fatica, noi abbiamo rallentato alla decima. E se è vero che nessuno obiettivo può essere abbandonato è anche vero che questa era la partita giusta per fare rifiatare alcuni dei protagonisti e per riprovare Riccardo Sottil e Gaetano Castrovilli.
Abbiamo rallentato in una partita dominata, ma che poteva, alla fine, chiudersi anche peggio. Contro un allenatore che è vero che deve salvarsi, ma che ci ha fatto vedere un’unica idea di calcio: palla lunga e pedalare. E purtroppo una volta Terracciano si è dimenticato di pedalare a sua volta.
Ovviamente tutti danno la colpa ad Igor, ma su rinvio del portiere avversario, una palla che rimbalza in aria di rigore, l’altro portiere la deve prendere con facilità. Tant’è: a Milano e Cremona Terracciano ci aveva salvato ed oggi ci ha tolto l’imbattibilità difensiva, seppur dando un finale diverso per questa partita.
Ma ci sono tutti i motivi perché la Pasqua sia molto più felice del Natale, praticamente in finale di Coppa Italia, pronti a giocare un quarto di finale europeo e con il campionato aperto a qualche possibile sorpresa. Contro uno Spezia che ha ricevuto una valanga di ammonizioni, ma è incredibilmente riuscito a finire in undici, i migliori della Viola sono stati Cristiano Biraghi e Dodô.
Al capitano non gli abbiamo risparmiato critiche, ma quando è tra i migliori in campo bisogna saperglielo riconoscere. Dodô, per distacco, è il miglior terzino destro della serie A ed ha scacciato, oramai da un bel po’, i fantasmi di Alvaro Odriozola.
Peccato che Nico Gonzalez non riesca a dare quel qualcosa in più che servirebbe ai suoi compagni, che Luka Jovic continui a fare quel maledetto scavetto davanti al portiere, che Antonin Barak nelle ultime partite non sia stato quel giocatore ammirato altre volte e che Alfred Duncan abbia dato l’impressione di entrare in campo....con le infradito.
Prendiamoci il buono di questa partita: giocatori motivati e che escono arrabbiatissimi ed un pubblico fantastico che supera ogni previsione di presenza anche il sabato pre-pasquale alle 14,30.
Dove finirà a giocare la nostra amata Fiorentina? Come si fa a dilapidare tutto questo amore in stadi da 15mila posti?
Lo dico? Lo dico: quattro acquisti “pesanti” e questa squadra è da vertice. Ed allora forse servirà San Siro, che verrà abbandonato dalle milanesi, per ospitare i tifosi viola e la loro trascinante passione. E allora, in questo caso, diciamolo: buona Pasqua a tutti, anche a Nicola Berti.
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