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Occhi puntati sulla fascia: incognita Biraghi e Terzic

di Francesco Gensini
Occhi puntati sulla fascia: incognita Biraghi e Terzic

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FIRENZE. Biraghi febbricitante, Terzic fuori causa da un mese esatto per via della lesione all’adduttore rimediata durante Verona-Fiorentina dello scorso 27 febbraio: per la fascia sinistra non c’è emergenza, ma livello alto di attenzione sì, e comunque Vincenzo Italiano ha pronte le soluzioni per ovviare all’eventuale indisponibilità di entrambi gli interpreti principali del ruolo. La prima delle quali si chiama Luca Ranieri, com’è stato una decina di giorni fa nella partita di ritorno degli ottavi di finale di Conference League a Sivas, dove lo scenario si era presentato pari pari: e siccome il ventiquattrenne spezzino è stato uno dei migliori, se non il migliore in campo, il tecnico siciliano dorme sonni tranquilli e aspetta di avere buone notizie su Biraghi e Terzic dall’allenamento di domani alla ripresa dopo un paio di giorni di riposo. Lì Italiano capirà se abbassare il livello di attenzione o se sarà necessario andare alla ricerca di un’alternativa che appunto potrebbe riportare Ranieri al centro della scena, ma potrebbe toccare anche a un inedito Duncan, almeno stando alla prova fatta sabato mattina nella partitella contro il Seravezza, quando il ghanese ha giocato per un breve periodo proprio da esterno sinistro nella consueta difesa a quattro. Il tipo di allenamento bene si prestava a qualche esperimento, ma è indicativo che abbia riguardato la fascia “scoperta” dalla mancanza di Biraghi e Terzic: adesso dipende tutto dal modo in cui i due ricominceranno ad allenarsi e, come sempre, la discriminante sarà se lo faranno in gruppo. Questo indirizzerà le scelte dell’allenatore viola per la trasferta di Milano. Biraghi ha più chances di essere il destinatario di queste scelte per ovvi motivi: rimasto a casa sabato mentre i compagni disputavano la partitella contro il Seravezza, idem ieri e oggi perché non ci sono sedute in programma al centro sportivo, tre giorni possono tranquillamente bastare per smaltire l’attacco influenzale e sfruttare i quattro che rimangono all’Inter per farsi trovare al proprio posto e pronto: tanto più che da ex, e da milanese tifosissimo dichiarato dei nerazzurri fin da bambino, il numero 3 viola la partita di sabato pomeriggio al “Meazza” non la vuole perdere per niente al mondo. E allora Italiano punta intanto su di lui, ma accoglierebbe molto favorevolmente il ritorno a pieni giri pure del mancino serbo, ora che la Fiorentina entrerà dentro il mese che ne segnerà i destini. Decidendoli. E allora serve l’apporto di tutti, a maggior ragione quello di Terzic che al momento dello stop al “Bentegodi”, per un guaio muscolare forse acuito dalla permanenza in campo del laterale qualche minuto di troppo, era senza dubbio uno dei più in forma della squadra. Però, un mese senza partite è lungo e anche se come sembra domani - o al massimo mercoledì - rientrerà dopo aver continuato un lavoro personalizzato di recupero, immaginarlo subito titolare in un appuntamento rilevante qual è quello di San Siro appare una forzatura. Disponibile per andare in panchina e semmai subentrare sarebbe già un'ottima maniera per avvicinarsi all'Inter.
 

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