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Firenze

Mandragora non si fida. «Occhio alla Cremonese»

di Francesco Gensini
Mandragora non si fida. «Occhio alla Cremonese»

I giocatori incontrano i tifosi intervenuti allo store dei “Gigli”

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FIRENZE. Tempo di sosta, tempo di incontri con i tifosi viola, tempo che invece spesso non ce n’è quando le partite incalzano e il ritmo di questa stagione raramente c’è stato nelle precedenti. Basti ricordare che ad aprile la squadra di Italiano sarà impegnata ben nove volte in 29 giorni tra campionato, Coppa Italia e Conference League. La striscia positiva di quest’ultimo mese (otto vittorie in nove gare) induce all’ottimismo. Da lì riparte Rolando Mandragora, intervenuto ieri pomeriggio al Fiorentina Store dei “Gigli” insieme a Martinez Quarta , a Pauline Hammarlund e Milica Mijatoci della formazione femminile allenata da Patrizio Panico. «Stiamo attraversando un periodo positivo – ha detto il centrocampista campano – con tanti risultati ed è la cosa più importante, perché eravamo alla ricerca di questa continuità che è arrivata e adesso la pausa ci serve per recuperare energie e preparare al meglio il mese di aprile». Il Lech ai quarti di finale di Conference e la Cremonese in semifinale di Coppa Italia saranno due tra gli appuntamenti di spicco. «Non abbiamo ancora studiato il Lech, ma lo faremo a breve. Sarà sicuramente una sfida impegnativa, perché abbiamo visto che in Europa non ci sono impegni facili e noi la dovremo affrontare nelle migliori condizioni possibili per centrare la qualificazione. Questo è poco, ma sicuro». E occhio alla Cremonese, ammonisce Mandragora, mettendo in guarda chi lo ritiene un impegno semplice per la Fiorentina. «Non scherziamo, troveremo invece molte insidie. Ha eliminato Roma e Napoli, è una squadra che mette in difficoltà e sarà un avversario da temere: le partite vanno sempre giocate prima di essere vinte e noi dovremo affrontarle con la massima concentrazione per superare il turno che è l’obiettivo principale». Alle parole dell’ex Torino hanno fatto eco quelle di Lucas Martinez Quarta. «Sono contento per quello che stiamo facendo con la squadra: abbiamo trovato continuità di risultati, che rimane sempre la cosa più rilevante, e i miei buoni numeri rappresentano un premio al lavoro che sto facendo dall’inizio della stagione, ma solo e soltanto sempre nell’ottica di aiutare la squadra». E, senza esagerare, a questo punto la Fiorentina non deve porsi limiti. «Dobbiamo sognare, certo, ma con umiltà come abbiamo fatto finora. Abbiamo tutto per arrivare in fondo alle competizioni, però dobbiamo pensare esclusivamente ad allenarci con impegno e determinazione». E magari Scaloni tornerà a prendere in considerazione il difensore che è rimasto all’interno dell’Albiceleste fino a un passo dall’inizio del vittorioso Mondiale in Qatar. «La Nazionale? La mancata convocazione non la dovete chiedere a me. Io sono contento della stagione che sto disputando, poi si vedrà se mi chiameranno per le prossime partite dell’Argentina».

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