È una Viola che va a gonfie vele: Italiano può polverizzare i record
Dagli anni 2000 ad oggi, solo Cavasin ha messo insieme otto trionfi di fila
FIRENZE. Sette meraviglie, come non succedeva da vent’anni, solo che allora la Fiorentina era la Florentia Viola e la Serie A era solo un sogno da raggiungere scalando categorie, una dietro l’altra. Cavasin era subentrato a Vierchowod: fu lui a dare il via alla rincorsa del post fallimento.
Vincenzo Italiano, che al massimo la passata stagione aveva messo insieme 4 successi di fila, adesso è pronto a giocare al raddoppio, pur consapevole che il prossimo avversario è di quelli titanici, l’Inter. In questo ciclo di partite vincenti, però, ha già fermato il Milan, in casa: l’ultimo tabù da sfatare è quello di una vittoria contro una big in trasferta e gli ingredienti per provare a impreziosire la storia, alla ripresa, ci sono tutti. Non era riuscito a mettere insieme numeri tanto importanti Cesare Prandelli, che pure ha trascinato la Fiorentina ad un passo dai quarti di finale di Champions League – e nemmeno Stefano Pioli che, all’indomani della tragedia della scomparsa di Davide Astori, nel 2018, vide la sua squadra battere sei avversari consecutivamente in campionato.
Dal 12 febbraio scorso, da quando cioè è cominciata la rincorsa viola alle zone nobili della classifica, la Fiorentina, oltre alla qualificazione ai quarti di Conference, ha messo insieme 13 punti, gli stessi della Lazio, addirittura uno in più del Napoli guarda tutti dall’alto e della Juventus. Il settimo posto, attualmente occupato dai bianconeri in virtù della penalizzazione, adesso è lì, quasi a portata di mano. Anche per questo, servirà ricominciare cercando di mantenere la stessa velocità di crociera, nonostante i tanti impegni ravvicinati a cui far fronte. È esattamente quello che si augura pure il presidente Commisso, che mai, dal 2019 ad ora, da quando cioè è entrato alla guida del club, era riuscito a festeggiare un poker di vittorie in Serie A.
Dai microfoni della CBS, in America, ha persino rilanciato, perché non c’è alcuna intenzione di dismettere questo suo progetto nel mondo del pallone. «Le critiche? Non possono cacciarmi, Rocco è uno diverso - ha detto -, anche se ricevo più “rimproveri” a Firenze che in 1500 comunità degli Stati Uniti. Molti pensano di cacciarmi facendo così. Ma io ho preso la mia decisione e continuerò a mantenerla: non vendo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
