Il Tirreno

Firenze

Karma Viola

Il mestiere più difficile è tifare Fiorentina

di Andrea Bruno Savelli

	Andrea Bruno Savelli regista, attore e scrittore racconta la sua passione viola
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Andrea Bruno Savelli regista, attore e scrittore racconta la sua passione viola

Chiediamo al tecnico di far pagare comunque dazio a chi tenta lo scavetto

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Qual’è il mestiere più difficile del mondo? C’è chi dice che sia quello di padre, magari qualche minatore sosterrà che oltre ad essere faticoso è pure piuttosto difficile il lor lavoro. Io personalmente non invidio neanche un po’ i muratori che fanno edilizia acrobatica, appesi ad un filo a giornate intere. Insomma ognuno potrebbe aggiungere qualcosa in questa personale classifica. Ma nessuno può negare che essere tifosi della Fiorentina è veramente, veramente complicato. Non tanto per i risultati. Purtroppo ci siamo abituati e speriamo di cambiare presto questa abitudine, con una squadra che regala poche gioie, non vince da più di vent’anni, e pure per il gioco. La Fiorentina di Conference League, che in Portogallo ci ha fatto divertire e sognare, che dopo il sorteggio c’ha fatto sperare, per una volta, in una passeggiata, ci ha fatto invece ammattire contro i turchi del Sivassport. Quando inizialmente siamo arrivati davanti al portiere abbiamo iniziato a fare i più fantasiosi degli scavetti. Chiederemo a tal proposito, umilmente, al tecnico Italiano di mettere una regola in allenamento: chi fa uno scavetto, anche se segna, deve pagare dazio con almeno trenta flessioni. Poi abbiamo preso la traversa dell’anno, invece di aver segnato il goal dell’anno. A proposito, però: bentornato Castrovilli! E poi siamo partiti con la solita sequela di passaggi lunghi, passaggi corti, cross troppo alti, troppo bassi, assist sbagliati, tiri strozzati eccetera, eccetera, eccetera. Lo ripeto: fare il tifoso della Fiorentina è uno dei mestieri più difficili del mondo. Poi entra Barak e con un po’ di fortuna, con dei rimpalli, facendo sembrare la palla una pallina del flipper, con tanto istinto, in un modo o in un altro un gol lo segna sempre.

Certo: avremmo potuto passare qualche giorno concentrati sulla trasferta di Cremona e una settimana tranquilla in vista del ritorno e invece restiamo in bilico tra santi e falsi dei, in questo caso il santo è San Barak e non Biraghi, perché non ci arrenderemo mai al fatto che la Fiorentina continui a battere una valanga di calci d’angolo ogni partita e non segni mai da calcio d’angolo, senza lisci del portiere avversario. Eppure un motivo ci sarà… prima o poi invece che la letterina a Babbo Natale la scriveremo all’allenatore chiedendo il regalo di provare a far battere sempre a Mandragora o a qualche altro gli angoli. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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