Sicurezza
Dodô e Ikoné, le due stelle del Franchi
Vincenzo Italiano e i tifosi hanno avuto la conferma che i due esterni possono fare la differenza
FIRENZE. Da 4 a 8 il voto è raddoppiato e il passo gigante, ma se Dodô e Ikoné questo passo sono riusciti a farlo è tutto merito loro. Della loro costanza, della loro capacità di non accettare che le prestazioni negative continuassero a sommarsi una dietro l'altra, della loro voglia di riscatto per dimostrare di valere i 18 milioni spesi dalla Fiorentina per il brasiliano e i 15 milioni, con ulteriore 15 per cento sulla rivendita futura, per il francese. Perché se i soldi non sono tutto, gli investimenti nel calcio come nella vita possono fare la differenza e se danno segno meno è un problema grosso: sabato sera Dodô e Ikonè hanno messo la firma su un capitolo nuovo di una storia che adesso ha tutta l’aria di avere una trama diversa.
Perché quella scritta nei primi cinque mesi di stagione, fra i tre pre-Mondiale e i due post Mondiale, non è piaciuta a nessuno e prima di tutti non è piaciuta ai diretti interessati. E nel caso dell’ex Lilla c’erano da aggiungere i 4 mesi della scorsa annata, anche quelli in passivo per quanto riguarda il rendimento sul campo e le attese (disattese): e allora serviva una svolta, decisa, a breve, non più rimandabile. E la svolta è arrivata nell’occasione forse migliore: la sfida ai campioni d’Italia. La Fiorentina ha vinto meritatamente e giocando molto bene, così i volti alti si sono sprecati per tutti i calciatori viola, ma quelli più alti sono stati per Dodô e Ikoné. La strada è ancora lunga e gli investimenti ancora da incassare, però intanto il club, Vincenzo Italiano (che ha tanti meriti a sua volta per non aver mai “abbandonato” i due e anzi, aver continuato a puntarci con decisione) e i tifosi viola hanno avuto la riprova che i due esterni possono essere e sono due calciatori nettamente differenti da quelli (non) visti per larghissima parte da agosto a febbraio.
Dodô ha fatto il campo su e giù un’infinità di volte, mai preso e mai contenuto dai giocatori del Milan, con fiore all’occhiello l’assist per Jovic nel 2-0 che ha messo il risultato al sicuro; Ikoné ha mandato in confusione Tomori, cioè uno dei protagonisti indiscussi dello scudetto rossonero della scorsa stagione, con giocata d’autore nella finta e rigore guadagnato per l’1-0 di Gonzalez. Per entrambi, prima e dopo i rispettivi acuti, ci sono stati tanti altri momenti “alti” a qualificare una prestazione che così non erano riusciti a mettere insieme fnora, attirandosi appunto critiche, mugugni e dubbi. Tutto comprensibile, tutto in qualche maniera motivato. Tutto spazzato via in maniera forse definitiva l’altro ieri con una partita perfetta nel momento perfetto.
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