Gioco
Uniti nel nome del capitano: lacrime, brividi e emozioni ricordando Davide Astori
Da Biraghi a Pioli, tutti in campo al fianco dell’associazione
FIRENZE. Ci sono partite che non hanno colore, tantomeno bandiere. E questa sera, prima del fischio d’inizio, l’unica maglia per cui si giocherà sarà quella di Astori. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia: e Davide era esattamente questo. L’equilibrio dell’uomo e del campione, gigante di normalità in un modo talvolta fatto di eccessi. La famiglia, per portarne avanti il ricordo e la memoria, ha creato e fatto nascere - proprio da Firenze - l’associazione che porta il suo nome e oggi la generosità dei fiorentini permetterà alla stessa, in collaborazione con la Fiorentina, di raccogliere fondi da destinare alla fornitura di un medicinale chemioterapico efficace contro l’anemia falciforme, malattia molto diffusa in Africa. Il farmaco sarà impiegato in un centro medico in Camerun dove attualmente sono assistiti, tra gli altri, un centinaio di bambini al di sotto dei cinque anni.
Sono scesi in campo tutti, per questo scopo: Saponara e Biraghi, che con Davide hanno condiviso lo spogliatoio e da cui Cristiano ha ereditato quella fascia che mostra sempre con orgoglio alla sua gente, e pure Stefano Pioli, il tecnico avversario che quel maledetto 4 marzo 2018, a Udine, si trovò davanti alla realtà più triste da digerire, l’improvvisa scomparsa di un suo giocatore. «La nascita dell’associazione di Davide - ha spiegato il tecnico, attraverso un video messaggio - ci permette di aggiungere un nuovo capitolo, dove al centro di tutto c’è una persona straordinaria e indimenticabile. Un capitano di sentimenti autentici. Abbiamo l’opportunità di trasformare il dolore per la sua assenza in azioni buone, come avrebbe fatto lui. Ecco perché è importante sostenere la sua associazione con delle donazioni. Per sempre con Davide».
Si potrà lasciare un’offerta ai varchi d’ingresso allo stadio oppure donare on line, tramite la piattaforma GoFundMe. Al Franchi, faranno di tutto per essere presenti anche i fratelli di Davide, Bruno e Marco. Alle 16, a San Pellegrino, il paese natale del capitano, ci sarà una messa in suffragio: l’obiettivo è quello di mettersi subito dopo in viaggio verso la Toscana, per ricevere un ennesimo abbraccio. «Firenze è la nostra seconda casa - ha ripetuto Bruno Astori ai microfoni di Radio Bruno -. Quel sorriso che riceviamo oggi noi è lo stesso che Davide regalava». Sugli spalti ci saranno tantissime bandierine viola, col numero 13. Sarà questo uno dei modi per celebrarne il ricordo. E poi, i brividi correranno lungo la schiena al minuto 13, quando scatterà l’applauso dei 38mila, una carezza verso il cielo. Per Davide, capitano d’amore.
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