La protesta
«Guai a tirare indietro la gamba»: la scossa ai Viola di Italiano
L’allenatore: contro il Braga possiamo invertire la rotta di questa stagione. Una gara decisiva per la Fiorentina. Gonzalez multato per la serata in discoteca
FIRENZE. Torna l’Europa in casa viola tre mesi e mezzo dopo e Vincenzo Italiano torna a parlare di Europa. Di aspettative e di ambizioni, di impegno e personalità, perché la Conference League è stata subito il primo e più importante obiettivo stagionale della Fiorentina nei playoff contro il Twente e lo è di nuovo adesso che c’è in ballo l’ingresso tra le 16 che si contenderanno il trofeo vinto dalla Roma. Con la stessa consapevolezza che c’era ad agosto: è una sfida che si gioca su due partite tra andata e ritorno, quindi margine d’errore ce n’è pochissimo. «In campionato – dichiara il tecnico viola – il nostro percorso non è stato all’altezza finora e dobbiamo recuperare il terreno perso, ma cercheremo di farlo diventare importante nelle altre competizioni. E per quello che riguarda la Conference, ovviamente, tutto inizia adesso dalla sfida contro il Braga che si gioca nei 180 minuti, quindi il primo obiettivo è di dare un senso alla partita di ritorno. Per riuscirci, dobbiamo stare concentrati ed evitare gli sbagli che possono essere pagati a caro prezzo: loro stanno vivendo un buonissimo periodo in campionato a differenza nostra, ma ogni partita propone situazioni diverse. Il Braga è una squadra organizzatissima che gioca insieme da tanti anni e fa un ottimo calcio, merita rispetto: per noi si tratta di un impegno molto difficile, ma vogliamo andare avanti come lo vogliono i nostri avversari».
Concretizzare quanto viene costruito e riuscire a rimontare dopo essere andata in svantaggio se ciò accade, cosa che la Fiorentina ha mancato di fare in 22 occasioni su 30: mettere a posto questi due segni meno significherebbe dare un destino preciso alla stagione. «È un dato che non ci piace e dobbiamo migliorarlo, soprattutto in Coppa dove non bisogna mai “abbandonare” la partita. I ragazzi sono coinvolti e concentrati, ho la possibilità di attingere dal gruppo per qualche rotazione nell’ottica di schierare una formazione che possa consentirci una prestazione di livello e mettere in difficoltà l’avversario. Chi vince la Conference League? Non lo so, ma noi daremo il massimo e ce la giocheremo». Chiusura sui singoli e su uno di essi che uguale agli altri per tanti motivi non è: Nico Gonzalez. Perdonato (con multa) per la serata in discoteca post Juventus.
«Nico sa di aver sbagliato e pagherà una multa stabilita dal nostro codice interno: quando si chiede scusa, si guarda avanti e all’obiettivo successivo. Se è al 100 per cento mentalmente e fisicamente, Nico è in grado di dare qualcosa di differente e ora che si entra nel momento decisivo della stagione i grandi calciatori possono fare la differenza. I nuovi Brekalo e Sirigu? Josip ha accusato un risentimento muscolare e non è qui in Portogallo, ma presto sarà a disposizione, mentre Sirigu deve migliorare l’intesa con i compagni e domani (oggi, ndr) gioca Terracciano». Seduto lì accanto, Gaetano Castrovilli ascolta le parole dell’allenatore con la faccia convinta e concentrata di chi ha sì altri concetti del genere da aggiungere, ma soprattutto con l’intima certezza di voler poi trasformare quei concetti in fatti concreti. Oggi, sul campo del Braga, dove la Fiorentina si gioca un pezzo bello grosso di qualificazione agli ottavi di finale di Conference League e dove serve tutta la qualità a disposizione della squadra viola: la qualità che è certamente in grado di garantire uno come il centrocampista pugliese.
«Potevamo ottenere di più in qualche partita – dice Castrovilli – ma adesso le parole non bastano più e servono i fatti. Mettiamo da parte le ultime cinque gare di campionato e pensiamo soltanto al Braga: abbiamo una grande occasione e vogliamo dimostrare che siamo in grado di prendercela». Lui è pronto. «Mentalmente sto bene, non ho paura di fare i contrasti, non ho paura di fare un intervento in scivolata, sento il ginocchio molto stabile e sono felice di come ho lavorato con lo staff medico: ringrazio, poi, il tecnico e i miei compagni che mi sono sempre stati vicini». Subito dimenticato il gol che gli è stato annullato a Torino. «La rete contro la Juventus, nonostante la decisione poi presa dall’arbitro, mi ha reso felice, ma il giorno dopo l’ho subito accantonata. Conta solo la partita importante che ci aspetta».
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