Toscana
Commisso va oltre. «Senza di noi lo stadio Franchi non sarebbe rinato»
Ma la frattura con una parte della città resta
FIRENZE. Dopo la difesa a spada tratta della sua Fiorentina, dalla dirigenza all’allenatore senza dimenticare tutti gli addetti e l’attacco nei confronti della tifoseria, “rea” di aver espresso malcontento dopo il ko col Bologna, Rocco Commisso ieri è tornato a parlare. Stavolta di infrastrutture, tra stadio e centro sportivo.
Lo ha fatto intervenendo a Palazzo Vecchio, a margine di un incontro con alcuni studenti americani che inizieranno a studiare in città ed ha rilanciato. «Mi chiedete se ho lasciato un’impronta indelebile anche solo per il Viola Park? Io dico pure per lo stadio. Pur non mettendoci io i soldi in prima persona, se la Fiorentina non si fosse messa a lavorare fin dal primo giorno in cui siamo arrivati in questa direzione, lo stadio non si sarebbe fatto. Non ho ancora parlato col sindaco Nardella (ieri era a Roma, per la firma del protocollo per la partenza del Tour de France del 2024 da Firenze, ndr) : lo faremo nei prossimi giorni, prima del mio ritorno in America. Quanto al centro sportivo, voglio che la prima squadra possa trasferirsi lì tra maggio e giugno». Nel colloquio si dovranno affrontare tanti temi, dall’analisi della redditività del nuovo impianto, che avrà un numero maggiore di sky box rispetto ad oggi e che potrà contare su un’area commerciale attorno, capace di trasformarsi i, fino alla questione relativa a dove giocherà la squadra quando inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’impianto. L’idea su cui si sta riflettendo è quella di restare a Firenze (almeno in campionato) , seppur potendo sfruttare una capienza ridotta, anziché optare per “emigrare” in qualche impianto vicino, verosimilmente fuori regione. Il primo a tenere in piedi questa ipotesi, fin dall’inizio, è stato David Hirsch, il vincitore del concorso di idee che ha sbaragliato la concorrenza degli altri nove partecipanti arrivati tra i progetti finalisti.
Quel che conta, adesso, è che la squadra riesca a ritrovare il giusto punto di equilibrio per tornare a macinare risultati, non solo nelle Coppe dove i traguardi sono ancora alla portata, ma anche in campionato, nonostante la distanza siderale dalle posizioni che possono diventare anticamera del paradiso europeo. Val bene ricordare che gli obiettivi più importanti – a cominciare dalla qualificazione nella vecchia Coppa Uefa l’anno della penalizzazione con -15 punti – sono stati raggiunti con la sinergia totale tra squadra e città. È qui che serve un passo in avanti: i fischi fanno male, ma sono sinonimo d’amore. L’indifferenza, quella sì, sarebbe molto, ma molto peggio.
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