Sicurezza
Brekalo-Sirigu, è già orgoglio viola. «Fiorentina, sei stata la prima scelta»
L’esterno croato rilancia: «Questa è la migliore squadra per la mia carriera»
FIRENZE. In comune hanno la voglia con cui hanno scelto di puntare i rispettivi navigatori su Firenze e la Fiorentina. Da una parte c’è Josip Brekalo, il jolly offensivo che, spiega subito, sa già di dover fare gol e assist a grappoli. Dall’altra c’è invece l’esperienza di Salvatore Sirigu, campione europeo con l’Italia, che da Napoli ha fatto la valigia per mettersi a disposizione dello spogliatoio viola, una realtà da cui è rimasto subito positivamente colpito. Sono loro le due facce del mercato invernale della squadra di Vincenzo Italiano, insieme al riscatto del cartellino di Barak, aspettando l’estate per dare il benvenuto a Abdelhamid Sabiri, dalla Sampdoria. È (anche) da loro che deve ricominciare l’assalto della Fiorentina alla scalata in classifica.«Sono arrivato in una grande squadra, in un club importante - spiega Brekalo -, con un allenatore la cui filosofia mi piace molto. Non appena arriverà il momento, sono certo di poter dare il mio contributo. Al Wolsburg, mi aspettavo di vivere una situazione un po’ diversa, con Kovac: speravo di giocare di più, di riuscire a conquistare una chiamata per il Mondiale. Invece no. Essendomi trovato davanti ad una situazione molto diversa, volevo tornare in Italia. Questo step, dopo il Torino e l’esperienza tedesca è la migliore squadra per la mia carriera. Se ho mai avuto timore che la trattativa potesse interrompersi? Io dico solo che la Fiorentina per me è sempre stata la prima scelta». Tra i consigli ascoltati, svela, c’è stato pure quello di un connazionale, Milan Badelj, ex capitano della Fiorentina: «Mi ha sempre detto che quello viola resterà sempre il suo colore. Questa è una grande famiglia: sono felice di poter vestire questa maglia». È vero, fin qui, ha giocato appena 314 minuti tra Bundesliga e Coppa di Germania, ma la condizione fisica, ribadisce, è discreta: «Non ho mai dovuto fermarmi per motivi fisici, sto bene e sono certo di essere pronto, non appena sarò chiamato in causa. La concorrenza? Quando arrivi in un gruppo così forte, è normale doversela "vedere" con altri compagni che si muovono nella tua stessa posizione». Sorride quando gli viene ricordata la doppietta con cui, un anno fa esatto castigò proprio la Fiorentina, quando vestiva la maglia granata, e ora non aspetta altro se non trasformarsi in un’arma in più per la nuova squadra. «Appena arrivato, Italiano mi ha detto: "Devi fare gol" (ride, ndr). Questo è ciò che conta di più per un attaccante, il resto viene dopo. Con Juric, giocavamo anche con le due punte e col trequartista a supporto. Io mi sono sempre mosso sulla corsia esterna, a sinistra o a destra. Credo, però, che si debba essere bravi a ricoprire un po’ tutte le posizioni. Il 4-3-3 mi piace molto: è lo schema tattico che usavamo alla Dinamo Zagabria e pure con la Nazionale croata». Ha firmato un contratto fino al 2026, con opzione e ai tedeschi del Wolfsburg è stata riservata una percentuale sulla futura rivendita.Salvatore Sirigu, invece, spiega il perché della sua scelta di lasciare un Napoli in vetta alla classifica: «Si è creata questa opportunità, ci ho pensato e ho deciso di accettarla. Alla squadra azzurra auguro il meglio, sono stato molto bene: penso di essermi lasciato bene con tutti. Ora, però, voglio solo pensare alla Fiorentina, che è un grande club in corsa su tre competizioni. Italiano è un grande allenatore, che cerca di trasferire la sua esperienza a tutti noi. Dobbiamo essere convinti di poter fare ancora meglio».
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