Attenzione
Fiorentina, Nico il figliol prodigo è tornato e suona la grancassa dei gol
Risolti i problemi fisici, l’argentino è di nuovo subito protagonista. Decisivo contro la Lazio: sono sei i gol in stagione, quasi uno a partita
FIRENZE. Ci si può anche litigare e avere la tentazione di continuare su strade diverse, però poi per quelli bravi gira e rigira si fanno cose esattamente all’opposto di quanto stabilito forse d'impulso, magari proprio per la poca voglia di smussare certe spigolosità di carattere.
L’istinto prevale sulla ragione, può accadere.
Invece, l’istinto lo usa Nico Gonzalez e con lui, quindi, bisogna percorrere la via della passione e del cuore per tenere il rapporto sui binari ed evitare il rischio di farlo deragliare: l’argentino è appunto uno di quelli bravi. E se il 22 ottobre 2022 si ferma dopo nove minuti di Fiorentina-Inter senza che se ne capisca il motivo né durante e né dopo; se da quel momento non lo rivedi più in campo con la maglia viola fino all’inizio di gennaio, perché nel mezzo c’è il Mondiale per il quale pensi si sia diciamo così tutelato e viceversa quel Mondiale non lo gioca nemmeno per un infortunio patito nel ritiro dell’Argentina a quattro giorni dal debutto in Qatar privandolo della gioia più grande per un calciatore.
Se tutto questo, si diceva, può sembrare troppo da sopportare, una volta che ci hai parlato e hai trovato un punto di contatto che forse ci doveva essere comunque anche prima, ma la vita non è un’equazione matematica che se conosci le variabili sai che la risolvi, con Nico trovi un tesoro e il valore aggiunto. Per lui Rocco Commisso, che avrebbe potuto avere mille e un motivo per comportarsi in maniera differente di fronte a una proposta economica allettante, ha detto di no a trentacinque milioni di euro offerti dal Leicester per portarlo via da Firenze e quello che sembrava un possibile braccio di ferro è diventato viceversa un nuovo patto tra la Fiorentina e Gonzalez, uno di quei figli che ti fanno spesso preoccupare quando sono lontani dagli occhi, ma sono anche quelli che più sanno sorprendere. Nel “comportamento” qualche pensiero te lo danno, ma poi stringi stringi che cosa è venuto fuori nei due mesi in cui il rapporto tra il club viola e il giocatore ha sfiorato il punto di non ritorno? Niente di eccezionale. Sempre per il discorso che la vita non scorre dentro due sponde, dopo il rifiuto di Commisso (al Leicester) e tutte le “preghiere” di Vincenzo Italiano affinché l'ex Stoccarda tornasse alla piena efficienza fisica e si riprendesse la Fiorentina (un motivo ci sarà se l’allenatore stravede), Nico Gonzalez a Roma – in un’occasione tra le più delicate per la squadra viola che veniva da due sconfitte di fila e che doveva soprattutto immaginarsi nuove prospettive in quel che rimane della stagione – ha dimostrato quello che vale lui e che vale la pena assecondarne il talento per definizione non inquadrabile. Che poi fuori dal campo Nico alla fin fine è come in campo. Testa e cuore sono sempre gli stessi e servono a innescare un sinistro che appartiene a un ristretto giro di eletti, almeno nel nostro campionato. E poteva fare una cosa normale per mettersi in evidenza? Figurarsi. A un certo punto il numero 22 viola ha deciso che era giunto il momento di lasciare il segno e non ci ha pensato due volte a strappare il pallone dai piedi di Bonaventura (sì, al compagno di squadra) per fare quello che appunto pochi sanno fare: carezza a giro dal limite dell’area, Provedel battuto. Lazio-Fiorentina 1-1 per non dilatare a dismisura i rimpianti viola già marcati, sesta rete personale (equamente suddivise tra Serie A e Conference League) in appena 579’ complessivi giocati, ad una media di poco superiore ad una a partita. Così per gradire: nessuno come lui dentro la squadra viola. Tra un problema e l’altro, tra un infortunio e l’altro, tra un "vado, anzi no rimango" e l’altro, il figliol prodigo del gol è tornato.
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