Il Tirreno

Firenze

Calcio giovanile

Tre istruttori a squadra per i piccoli la rivoluzione dell’Audace Legnaia

di Vezio Trifoni
Un momento dell’inaugurazione del nuovo manto erboso sintetico del campo dell’Audace Legnaia
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Un momento dell’inaugurazione del nuovo manto erboso sintetico del campo dell’Audace Legnaia

La nuova linea per la Scuola calcio della storica società. E da quest’anno c’è il manto nuovo

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FIRENZE. L’Audace Legnaia ha una data di nascita importante perché inizia la sua attività con i colori sociali giallo blu nel 1945. La storia della società è legata all’impianto di via Dosio 77 che proprio due anni fa è stato completamente rimesso a nuovo. La prima squadra gioca in Prima categoria anche se quest’anno la stagione non è stata finora positiva perché il team è ultimo in classifica. Tre anni fa la squadra del presidente Silvano Baldassarri ha giocato in Promozione con tanti ragazzi nati nella “bombonera” giallo blu.

«Non è un momento facile per il calcio e per lo sport ma noi abbiamo 200 bambini dal 2011 al 2016 e altri 120 atleti del settore giovanile e senior tra cui una juniores nella categoria Elite – spiega Baldassarri – dopo due anni davvero complicati è stato bello ritrovare tutti i bambini in campo dopo la pausa causata del covid. Un po’ paghiamo dal lato tecnico la sofferenza di tanti bambini abituati a giocare a calcio. È stato davvero brutto anche per noi, ma soprattutto per loro, veri protagonisti di questo movimento. Nella stagione della ripartenza abbiamo inserito in società tante figure importanti, che hanno passione ed entusiasmo. Visti i numeri e il lavoro che facciamo che va a inserirsi tra la famiglia e la scuola abbiamo strutturato le squadre dei più piccoli con 3 istruttori per seguire tutti al meglio». Una società che insegna calcio ma soprattutto è una famiglia. «Il senso d’appartenenza deve essere qualcosa di particolare – continua Baldassarri – tutti devono essere consapevoli di cosa può dare l’Audace Legnaia. Quest’anno abbiamo pensato che la fascia dei capitani del Legnaia sia legata ad Astori. Noi vogliamo andare al di là dell’aspetto tecnico e fare da punto di riferimento da un punto di vista sociale. Siamo orgogliosi di essere la prima scuola calcio ad avere questo privilegio». «Io vedo sempre i bambini con un pallone in mano e ritengo che il calcio sia ancora lo sport più amato – spiega il presidente giallo blu – Ci sono tanti altri sport ma il calcio regala emozioni particolari. Noi vogliamo diventare un punto di riferimento per il quartiere, e amicizia, gruppo e appartenenza rimangono per sempre».

E infatti dopo 30 anni l’Audace ha premiato i protagonisti dello storico double campionato e Coppa Toscana di Seconda Categoria del campionato 1990-91. «Sì, è stato un bell’amarcord e della squadra di allora, guidata da mister Luca Vetrini, erano presenti l’accompagnatore Gianni Palchetti, il massaggiatore Antonio Marcolin, Fabrizio Corraddossi, Luca Pagliantini, Stefano Pasquini, Simone Dugini, Marco Mini, capitan Massimo Bruni, Paolo Borghini, Walter Ballini, Maurizio Corraddossi. Pur con qualche capello bianco e qualche chilo in più, i “ragazzi” a cena hanno mostrato ancora una volta quella grinta e quella passione messe in campo in quella grandissima annata con la casacca gialloblù indosso. Un grazie speciale anche a Silvia Celli e a Patrizia e Tina, mogli dei gemelli Corraddossi, presenti alla cena come lo erano state sugli spalti di Via Dosio e non solo per sostenere la squadra. Ecco lo spirito della società è proprio questo far crescere dei calciatori ma soprattutto delle persone».
 

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