Il Tirreno

Firenze

Un altro successo

La Supercoppa primavera è ancora viola

di Francesca Bandinelli
La Supercoppa primavera è ancora viola

La Fiorentina di Aquilani batte 2-1 l’Inter e conquista il secondo successo consecutivo nella competizione. È il quinto titolo dell’era Commisso

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FIRENZE. Seconda Supercoppa italiana consecutiva – un traguardo riuscito solo a Genoa e Atalanta – per la Fiorentina primavera di Alberto Aquilani, al suo quinto titolo alla guida della squadra giovanile viola, comprese tre Coppe Italia. A leccarsi le ferite, stavolta, è l’Inter di Chivu (il protagonista del triplete con Mourinho), la squadra che la passata stagione ha conquistato lo scudetto. Vince la Fiorentina, cinica quanto serve anche nel far saltare i nervi ai nerazzurri, che pure erano riusciti a riaprire la sfida con la rete di Owusu. Carboni finisce per rimediare un doppio giallo a 2 minuti dalla fine e ogni velleità della squadra milanese termina qui. Al triplice fischio, la gioia è tutta viola. 

Il sorriso a proprietà e dirigenza, presenti in massa (c’era anche il patron Commisso) a Monza per assistere all’ennesima finale, continuano a regalarlo i giovani, capaci ogni volta di alzare l’asticella e riscrivere la storia.  Sì, perché non solo la Fiorentina è stata capace di difendere il titolo conquistato la passata stagione contro l’Empoli, ma stavolta ha consolidato il successo nei primi 45 minuti, mostrando personalità in fase di impostazione e pure coraggio, lo stesso messo in campo dal giovanissimo Tommaso Martinelli, portiere classe 2006 subito protagonista. Sì, perché a dire no all’Inter, mettendo una pezza ad un errore di impostazione di Krastev, è stato proprio lui, il baby che ha studiato coi grandi, in prima squadra, come terzo portiere. 

Sbarra la strada a Iliev, dopo solo due minuti di gioco, esaltandosi nell’intervento capace di neutralizzare l’azione, e si ripete nella ripresa, blindando di fatto il risultato, con una parata in tuffo su Valentin Carboni e conseguente deviazione in calcio d’angolo. Il resto lo fa la compattezza della squadra: Amatucci trova il vantaggio pennellando la traiettoria perfetta direttamente su calcio di punizione, sfruttando il fallo conquistato da Distefano (trattenuto da Zanotti) , poi a chiudere i conti ci pensa Tommaso Berti. Dervishi sbaglia tutto, regalando il pallone al baby viola, lesto nell’involarsi verso la porta e cecchino quanto basta per colpire per la seconda volta Botis.  Nella ripresa, l’Inter prova a tirare fuori la testa, nonostante le continue occasioni viola. Sprecano la rete del tris prima Toci, che scarica verso la porta un tiro-cross troppo timido, e poi Krastev che, di testa, spedisce clamorosamente a lato: l’Inter prova a riaprire la gara, con il gol del neoentrato Owusu, ma è solo un lampo.

Dal nulla, è lui a pescare il sette con un tiro di controbalzo che non lascia scampo al portiere viola. La Fiorentina riesce subito a riassestarsi, sfiorando ancora una volta la rete, prima con Distefano, la cui conclusione si schianta sul palo, e poi con Sene, che sul tap-in non riesce a farsi trovare pronto. Vince ancora la Fiorentina: il futuro è viola.  È quello che dic e pure Alberto Aquilani, a fine gara a Sportitalia: «Vuol dire che qui c’è del materiale, che i giovani ci sono. Queste gare si vincono anche con lo spirito. La vittoria è per i ragazzi, ora però dobbiamo fare bene e andare avanti nella maniera migliore».

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