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Roma-Fiorentina: i giallorossi schiantano la Viola. Doppietta di Dybala e Jovic non replica

di Francesca Bandinelli
Roma-Fiorentina: i giallorossi schiantano la Viola. Doppietta di Dybala e Jovic non replica

All’Olimpico, la squadra di Italiano resta in inferiorità numerica dopo 24 minuti per l’espulsione di Dodo, per doppia ammonizione. Intanto, il dg Barone blinda i big viola Amrabat e Gonzalez: “Non sono in vendita”

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FIRNZE. L’appuntamento con l’impresa, quella di battere una grande, è ancora una volta rinviato. A Roma, contro i giallorossi di Mourinho, alla fine, la Fiorentina è costretta a leccarsi le ferite, sconfitta per 2-0 contro una diretta concorrente per un piazzamento in Europa. Il settimo posto (occupato proprio dalla squadra guidata dallo Special One), adesso, è lontano ben 11 punti. A esaltarsi è il tandem formato da Dybala, lesto a trovare una doppietta d’autore, la seconda in A di questa stagione, e dal fedele aiutante Tammy Abraham, capaci prima di trafiggere i viola, seppur con la complicità di una sfortunata deviazione di Milenkovic, e poi di schiantarli al tappeto, su imbeccata di Cristante. Impalpabile, ancora una volta, è parso sempre lui, Luka Jovic, l’attaccante serbo che non riesce a trovare nemmeno stavolta il graffio vincente. Senza Cabral, ai box per un infortunio muscolare, si dovrà riflettere bene sull’opportunità di tornare sul mercato per rafforzare il reparto. Sbagliano tanto tutti, più del solito pure Bonaventura, dal cui errore nasce il primo gol della Roma. È uno dei più propositivi, ma questo non basta.


La maledizione più complicata da spezzare, all’Olimpico, per i viola, oltre al risultato, resta quella dei cartellini, rossi. Sì, perché una stagione fa, al battesimo in campionato di Vincenzo Italiano sulla panchina viola, a finire in anticipo negli spogliatoi fu Dragowski: stavolta, invece, è toccato a Dodô, il laterale basso brasiliano uscito con le ossa “rotte” dal duello con Zalewski. Il primo giallo lo rimedia dopo 4 minuti: perde il pallone e trattiene il nazionale polacco, finendo subito sul taccuino del direttore di gara. Venti minuti più tardi, un’entrata dura ai danni del centrocampista, lo estromette dalla gara, costringendo la propria squadra in inferiorità numerica troppo a lungo.


Giusto il tempo di riassestarsi, di tirare fuori Duncan per mandare in campo Venuti, abbassando Bonaventura sulla mediana, che la Fiorentina prova comunque ad uscire dal guscio. Amrabat tenta dalla distanza, ma a fare la differenza, come detto, è Dybala, imbeccato da una sponda perfetta di Abraham. È l’argentino, poco prima dell’intervallo, a trafiggere Terracciano, a fargli passare, di sinistro il pallone sotto alle gambe, direttamente da fuori area. Nella ripresa, Barak rileva Ikoné, mentre Gonzalez subentra a Jovic, costruendo qualche pericolo in più, ma senza mai impensierire più del dovuto Rui Patricio. La precisione è un po’ il tallone d’Achille anche per la Roma: Celik, ispirato dal solito Dybala, di potenza, potrebbe chiudere la gara, ma centra il palo esterno, mentre Abraham deve fare i conti con la sicurezza di Terracciano.


Sul filo del gong, prima è Milenkovic a provare ad accorciare, di testa, con Celik che spazza via in angolo, poi il tentativo della disperazione lo trova Kouame, costringendo Rui Patricio a fare la differenza. È solo un sussulto, però, che non basta a rovesciare la prospettiva. Si interrompe, così, sotto gli occhi del presidente Commisso, arrivato all’Olimpico per seguire la sua squadra anche in trasferta, la striscia positiva di risultati di questo 2023. Non c’è tempo da perdere: per continuare a sognare la scalata in classifica, bisogna tornare a vincere, intanto sabato prossimo al Franchi, contro il Torino.


Sul fronte mercato, la rassicurazione più importante è quella ribadita dal direttore generale viola, Joe Barone. «Amrabat e Nico? Abbiamo programmato tutto l'anno – ha spiegato in diretta tv a Dazn. «Entrambi non sono in vendita, lo confermo per la seconda volta. Nico sta recuperando e si sta allenando bene. Siamo contenti dei suoi progressi»

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