Nessuna offerta per Nico Gonzales: la Viola se lo tiene stretto
Leicester pronto a pagare oro, ma la Fiorentina mai contattata
FIRENZE. Tutti pazzi per i giocatori della Fiorentina. In principio è stato così per Sofyan Amrabat, dopo che i riflettori del Mondiale di Qatar hanno acceso in via definitiva l’attenzione sul centrocampista marocchino. Adesso la scena è tutta per Nico Gonzalez, l’esterno argentino diventato oggetto del desiderio del Leicester, in Premier League. Dalla sede viola, assicurano che non è arrivata alcuna offerta, tantomeno milionaria (si parla di 34 milioni). Firenze dopo le indiscrezioni delle scorse ore provenienti dall’Oltremanica, si è sentita comunque correre qualche brivido lungo la schiena, ma il primo a rassicurare è stato lo stesso Vincenzo Italiano. Gonzalez, costretto a rincorrere per ritrovare una condizione fisica ottimale dopo l’ultimo stop che lo ha costretto a saltare l’appuntamento con la sua Nazionale laureatasi campione del mondo, dal canto suo, ha solo fame di tornare. Decisivo, come i numeri di questa stagione, per quanto costellata di numerosi stop, già recitano. Fin qui, ha giocato appena 408 minuti, spalmati in 11 gare, tra campionato, Conference e play off, trovando 5 gol: in media uno ogni 82 minuti. L’obiettivo è provare ad alzare l’asticella, trasformandosi nel valore aggiunto della squadra viola di questo 2023, specie adesso, con una nuova competizione alle porte, la Coppa Italia, e con la classifica di Serie A da aggredire al massimo, per cercare di risalire la china. Quel che è certo è che, anche in risposta ai sussurri di radio mercato, ieri la Fiorentina ha replicato pubblicando sui propri canali social una foto dell’attaccante acquistato un anno e mezzo fa dallo Stoccarda per 27 milioni di euro, con tanto di bandiera argentina a commento. Quasi a voler rivendicare l’appartenenza del proprio tesserato. In poche ore, sono stati oltre duecento i messaggi che i tifosi hanno lasciato a commento, invitando la società a non privarsi della qualità acquistata nemmeno troppo tempo fa. Cosa che, secondo quanto ricostruito, non sarebbe comunque nelle intenzioni del club, specie adesso, con Cabral ai box per il problema muscolare, con Jovic chiamato ad uno “scatto” immediato e con Sottil ancora alle prese col recupero dopo l’intervento alla schiena che lo terrà fermo ancora qualche settimana. Nico, dal canto suo, ha un solo obiettivo in testa. Provare a trascinare in alto la Fiorentina, superando ogni limite. Il suo orgoglio lo ha mostrato in campo qualche giorno fa, in occasione del rigore decisivo trasformato contro il Sassuolo. Si è battuto il pugno sul petto, ha indicato il giglio e quel mimo fatto con la mano, quasi a voler gridare “io sono qui” non è passato inosservato. Ha messo in un angolo le critiche che, pure, gli erano piovute addosso tra la fine di ottobre e i primi di novembre, ogni volta che il suo rientro in campo slittava di una gara. Le parole dell’allenatore Italiano, subito dopo la sfida col Milan, l’ultima prima della sosta, quelle con cui si raccontava di una “distanza mentale” del giocatore rispetto al resto del gruppo («Se uno non c’è mentalmente e non può dare supporto alla squadra, va considerato infortunato»), fanno parte del passato. Le incomprensioni sono evaporate. È stato il tecnico a raccontare del coinvolgimento del giocatore, attento solo alle questioni di campo: è questa la rassicurazione migliore per la città, ancora scottata per la cessione di un anno fa, proprio nel mercato di gennaio, di Dusan Vlahovic. La frattura che, inevitabilmente, si era venuta consumando con l’argentino, oggi, è alle spalle. C’è da aiutare Gonzalez a mettere progressivamente minuti nelle gambe, in modo da trasformarlo in una freccia in più della squadra, il resto, non conta. Nessuna turbolenza all'orizzonte, insomma: c’è chi sogna – in questo caso gli inglesi del Leicester – e chi invece si tiene stretto il proprio alfiere, sempre più decisivo nello scacchiere viola. Certo, il mercato è imprevedibile: ma a Campo di Marte non c’è apprensione. Non adesso, che anche il patron Rocco Commisso è di nuovo in città, pronto a seguire da vicino le vicende relative alle infrastrutture e determinato a veder “correre” sempre di più la sua squadra, dritta fino alle porte dell’Europa che verrà.
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