Il Tirreno

Firenze

Serie A

Viola, missione riscatto

di Brunella Ciullini

	Jovic
◗
Jovic

La volata verso la testa della classifica passa dalla rinascita dei big. Da Jovic a Gonzalez, ecco chi deve farsi trascinatore della squadra

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Il conto alla rovescia è cominciato, fra meno di una settimana riprenderà il campionato dopo la lunga sosta per i Mondiali in Qatar. La Fiorentina ospiterà il 4 gennaio il Monza, prima di un trittico di gare al Franchi compresa quella del 12 di Coppa Italia con la Sampdoria. Vincenzo Italiano e con lui società e tifoseria confidano in una squadra fin da subito pronta e preparata per la seconda decisiva parte di stagione. Soprattutto si aspettano da alcuni giocatori quel salto di qualità in grado di aiutare a risalire in classifica e andare avanti il più possibile in Coppa Italia e in Conference League.

Considerando i problemi evidenziati in fase offensiva i riflettori sono puntati su Luka Jovic arrivato in estate dal Real Madrid con l’obiettivo (da parte viola) di colmare una volta per tutte il vuoto lasciato dal connazionale Vlahovic. Finora invece il rendimento dell’attaccante serbo, che al Mondiale ha disputato solo uno spezzone nell’ultimo match della fase a gironi, è stato alquanto altalenante, vuoi per le difficoltà inaspettate che la squadra ha incontrato nella prima parte di stagione, vuoi per le problematiche di ambientamento (legate anche all’alternanza nei primi mesi con Cabral) e pure d’atteggiamento da parte dello stesso giocatore che pure ha dimostrato in passato qualità superiori alla media. 7 gol in 22 presenze in viola (uno ogni 158 minuti) , appena 3 realizzati in 14 partite di campionato. Urge un deciso cambio di rotta, peraltro nelle amichevoli disputate in queste settimane - 124 minuti fra Basia, Monaco e Lugano - Jovic è rimasto all’asciutto, senza riuscire a scrivere il proprio nome nell’elenco dei 15 marcatori che con 27 reti hanno permesso alla Fiorentina di restare imbattuta nei 7 test affrontati (sei vittorie e un pareggio). Anche l’altro centravanti, Arthur Cabral, è rimasto a secco nei 300 minuti giocati in queste settimane di preparazione (è stato escluso solo nell’ultima amichevole con il Lugano terminata con un tennistico 6-1) . A quasi anno dal suo approdo a Firenze via Basilea per circa 16 milioni il brasiliano non è riuscito ancora a convincere: 4 gol (di cui 2 in A) fin qui in 19 presenze non rappresentano un bottino che soddisfa. Restando in attacco Nico Gonzalez è probabilmente per classe, corsa e imprevedibilità il giocatore dal quale nel clan viola si aspettano un rilancio a tutti gli effetti, sperando che abbia superato fisicamente e mentalmente l’ennesimo infortunio che gli ha impedito di laurearsi campione del mondo con l’Argentina: da agosto ha messo assieme soltanto 10 presenze per poco meno di 390’giocati. Ciò nonostante è riuscito comunque a segnare 4 reti a dimostrazione, appunto, delle sue qualità. Grandi aspettative poi riguardano due acquisti arrivati in estate, Dodô e Mandragora: il primo ha dovuto scrollarsi le scorie della lunga (8 mesi) inattività, il secondo ritagliarsi un altro ruolo per l’exploit di Amrabat. Ma non va scordato Barak che giunto a fine mercato ha sei mesi adesso per convincere definitivamente la Fiorentina a sborsare al Verona i 10 milioni più due di bonus previsti per riscattarlo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze