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Il garante è tra i pali Pietro Terracciano chiude la porta a doppia mandata

di Francesca Bandinelli
Il garante è tra i pali Pietro Terracciano chiude la porta a doppia mandata

La squadra ha trovato il suo pilastro. In questa stagione ha sorpassato già Gollini

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FIRENZE. In punta di piedi, ogni volta si è preso la Fiorentina. E l’ha trascinata lì dove da anni Firenze sperava di approdare, dritto in Europa. Pietro Terracciano, il portierone che, pur arrivando come vice, ha saputo rovesciare la prospettiva e trasformarsi (ogni volta) nel valore aggiunto della squadra, adesso è pronto per la nuova sfida. C’è da scalare la classifica, da continuare il percorso ad ostacoli in Conference League e provare ad aggredire nuovamente, sempre da protagonisti, il tabellone di Coppa Italia, dove i viola faranno il proprio ingresso a partire dal 12 gennaio prossimo, contro la Samp.

È stato il primo a fare gruppo nello spogliatoio, a mettere a servizio di tutti la propria esperienza, ma è andato oltre, osando diventare davvero il numero 1 della sua squadra, proprio come il numero che (dall’inizio della sua avventura sulle sponde dell’Arno) ha deciso di indossare. In questa stagione, in campionato, Terracciano ha giocato 12 volte - su 15 giornate -: ha mantenuto la porta inviolata in due occasioni, contro Verona e Sampdoria, e si è esaltato in tante altre circostanze, sbarrando la strada a diversi avversari, ma la sfida più grande è adesso, alla ripresa della stagione dopo il lungo stop per il Mondiale invernale. Ha firmato, lo scorso ottobre, un prolungamento di contratto fino al 2025, mettendo una seria ipoteca sulla sua chiusura della carriera a Firenze, e ora non si accontenta più. Sa di poter volare più su e non intende perdere tempo.

Ha scavalcato, nelle gerarchie del gruppo, prima Dragowski, passato poi allo Spezia, e pure Gollini, il portiere che con, non troppo tempo fa, all’Atalanta si era imposto sul palcoscenico del calcio che conta. Con sudore, lavoro e abnegazione, ha preso la Fiorentina per mano e l’ha fatta sua, diventandone in breve tempo uno dei pilastri. Lo ha detto pure poco tempo fa, dai microfoni della Rai: «Puntiamo a migliorare sempre: spero che il nuovo anno sia pieno di successi e che in breve tempo riusciremo a riportare un trofeo a Firenze che l’obiettivo di tutti noi». Terracciano - "San Pietro" come lo ha simpaticamente soprannominato il presidente Rocco Commisso - insomma ha già fissato il proprio traguardo. C’è prima di tutto da recuperare il gap di punti rispetto alla passata stagione, provando ad alzare l’asticella ancora un pò, nonostante il calendario incalzante. Nel mese di gennaio, dal 4 al 29 si scenderà in campo 6 volte, di cui quattro al Franchi. Si comincerà il 4 gennaio contro il Monza, per poi continuare col Sassuolo il 7. Dopo l’ottavo di Coppa Italia (il 12 appunto), la Fiorentina sarà protagonista contro la Roma di Mourinho, all’Olimpico, prima di vedersela di nuovo a Firenze col Torino di Juric e, una settimana dopo, tornare di nuovo a Roma, contro la Lazio. È qui che si deciderà molto del destino viola ed è qui che Terracciano vuole fare la differenza. È pronto a farsi sempre garante di rinascita della Fiorentina e "mentore" per le giovani le ve, da Cerofolini fino ai baby Tommaso Martinelli, portato anche a Moena e titolare con la Primavera, e Tommaso Vannucchi, classe 2007 su cui sono attenti (da tempo) gli occhi degli osservatori di mezza Europa. La Fiorentina è in buone mani, Pietro lo sa bene.

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