Il Tirreno

Firenze

Attacco viola batti un colpo

di Francesco Gensini
Attacco viola batti un colpo

Oggi l’amichevole con il Lugano sarà il primo test pre-ripartenza per Jovic e Cabral. Il tempo è quasi scaduto. Per Italiano segnali positivi dall’infermeria: Castrovilli c’è

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FIRENZE. L’amichevole di oggi pomeriggio (l’ultima del programma che è già passato per Arezzo e Always Ready, Rapid Bucarest e Borussia Dortmund, Bastia e Monaco), porta subito con sé una serie di ottime notizie, che è giusto e naturale mettere in risalto come si fa in questi casi: Kouame ha risolto la lombalgia che l’aveva costretto a dare forfait con corsi e monegaschi, Ikoné ha assorbito la contusione rimediata in Corsica e causa dell’assenza sabato come forma di precauzione, Venuti ha superato i problemi muscolari che si erano manifestati dopo la prima gara con gli amaranto toscani dell’1 dicembre e lo avevano tolto da tutti i successivi impegni.

L’allenamento di ieri mattina ha dato le conferme di una tendenza che già aveva fatto tornare il sorriso sul volto di Vincenzo Italiano, poi nel pomeriggio la lista dei convocati è stata il sigillo di ceralacca: ci sono tutti e tre per la partita odierna contro il Lugano, che poi giochino o quanto giochino è un dato secondario che nulla aggiungerà. Non solo: c’è anche Gaetano Castrovilli, per una prima volta a distanza di otto mesi che provoca emozione: qualche minuto oggi in campo amplificherà a dismisura questa emozione.

Intanto, l’altra cosa positiva è la piena ed effettiva disponibilità di Ikoné, Kouame e Venuti per la ripresa del campionato contro il Monza e allora il tecnico siciliano si potrà concentrare su quello che cerca e chiede nella partita con gli svizzeri (poi rimarrà solo la sfida in famiglia con la Primavera di Aquilani di venerdì 30) e se, come sempre, i fattori di valutazione abbracciano i tre reparti e i singoli che vanno a comporre questi reparti, c’è un focus più, focus degli altri e riguarda l’attacco.

Riguarda Jovic e Cabral in una reiterazione dell’argomento che forse può apparire superfluo e che, invece, sta alla base dell’ambizione/speranza della Fiorentina di cominciare a recuperare il terreno perduto in classifica sfruttando i due turni consecutivi in casa (Monza il 4 gennaio, Sassuolo il 7): il calendario offre un bell’assist a Biraghi e compagni. E se gli attaccanti fanno gli attaccanti diventa tutto più semplice e percorribile, viceversa le difficoltà dei primi tre mesi continueranno a stringere la morsa sul rendimento viola. Chiaro: quelle difficoltà non sono solo da attribuire alla scarsa prolificità di Jovic e Cabral, ma abbastanza sì (inutile girarci tanto intorno) proprio per il discorso appena fatto. E l’astinenza dal gol che per il brasiliano si è prolungata finora anche in queste gare di dicembre (sono amichevoli? Appunto) senza nemmeno un gol all’attivo in oltre trecento minuti disputati, certo non ha rassicurato Italiano.

Che oggi chiede a Jovic, a secco anche lui ma con soltanto il secondo tempo di Bastia e una ventina di minuti contro il Monaco all’attivo, di dare a sua volta un segnale concreto della presenza e del recupero psico-fisico in scia al Mondiale e alle successive vacanze. Italiano ne ha bisogno, la Fiorentina ne ha bisogno. Dopo tutto, queste gare hanno rappresentato a modo loro e singolarmente in maniera diversa le prove generali verso la ripresa del campionato: sono state organizzate con questo scopo e l’allenatore siciliano ha sempre ruotato gli uomini alla ricerca di qualche indicazione utile. Figuriamoci adesso che siamo agli sgoccioli della sosta, che dopo il Lugano la squadra viola si fermerà per altri 4-5 giorni e quando riprenderà (martedì 27) avrà una settimana esatta davanti per ribadire quello che va e aggiustare quello che ancora non va. Ecco perché se Jovic e Cabral oggi danno un qualche segnale, Italiano lo accoglie molto volentieri e con grande soddisfazione: il tempo delle prove sta scadendo.


 

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