Sicurezza
La forma fisica c’è, il gioco pure: aspettando guizzi di Cabral e Dodô
La Fiorentina pronta per il campionato, ma in attacco restano i problemi
FIRENZE. Tre settimane post vacanze di preparazione ormai alle spalle, due al nuovo inizio di campionato, ciclo di amichevoli praticamente concluso (rimane soltanto quella di mercoledì al “Franchi” contro il Lugano): momento giusto per Vincenzo Italiano per fare il primo giro di valutazioni e avere così un quadro veritiero di come sta la sua Fiorentina e, di conseguenza, dove e come intervenire da qui al 4 gennaio.
Già, come sta la Fiorentina veramente? Le valutazioni, chiaramente, sono sia di segno positivo che negativo. Cominciamo dalle buone notizie: la squadra viola di sicuro sta bene fisicamente e proprio queste amichevoli lo hanno dimostrato perché è sempre stata in campo con un’evidente freschezza atletica, altra riprova che gli allenamenti svolti al centro sportivo hanno riportato il gruppo a uno stato di forma quasi ottimale.
Poi, c’è il gioco/risultati, più importante il primo dei secondi quando si tratta di amichevoli, ma in generale la Fiorentina contro avversari di un certo livello (Rapid Bucarest, Borussia Dortmund e Monaco) ancorché a loro volta imbottiti di giovani, ha fatto vedere di saper mettere in pratica i concetti che le appartengono da quando c’è Italiano in panchina e, soprattutto, ha fatto vedere che il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 di per sé sfumato non ha dato alcun problema e, anzi, ha contribuito a migliorare la qualità del gioco stesso.
I ventuno gol segnati nelle amichevoli rappresentano un altro tassello significativo, tanto più che hanno la firma di dodici calciatori differenti. Nei singoli, Bonaventura è la solita certezza, Ikoné ha confermato i margini di crescita evidenziati prima della sosta, la difesa sta recuperando Quarta a livelli più alti di rendimento, Terracciano tra i pali è un’altra di quelle garanzie su cui poter contare.
Adesso c’è l’altra faccia della medaglia che produce elementi di dubbio e quindi su cui lavorare. Intanto, serve recuperare gli infortunati e non si parla soltanto di Gonzalez, Sottil e Castrovilli (e vediamo che cosa succederà per i tre a gennaio, traguardo troppo vicino comunque per l’esterno cresciuto nel settore giovanile, mentre per gli altri le speranze di rivederli subito o quasi subito nei convocati sono più che fondate); poi questi giorni tra riposo e allenamenti dovranno essere utili a rimettere a posto Kouame che ha saltato le ultime due gare a causa della lombalgia.
Per quanto riguarda gli aspetti più prettamente tecnici, uno riguarda senza dubbio Cabral che in oltre trecento minuti in queste gare di preparazione non è riuscito a realizzare nemmeno una rete delle ventuno ricordate in precedenza, e comunque amichevoli o no è un dato da tenere in considerazione. Ancora: ci aspetta di più da Dodô, che ancora è ben lontano dall’essere il giocatore spesso trascinante che era allo Shakhtar e anche Barak è uno che può dare un contributo diverso, mentre Duncan rimane un po’ ai margini della squadra e l’involuzione del ghanese non è facilmente spiegabile.
Infine, discorso a parte per i calciatori davvero ai margini del progetto come Gollini, Maleh e Zurkowski, più Benassi, per i quali la società sta decidendo un futuro lontano da Firenze: Benassi nelle amichevoli ha fatto un figurone ma nulla cambia per lui, gli altri sono destinati a svestire a breve la maglia viola.
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