Il Tirreno

Firenze

Serie A

Qualche amichevole sorriso. Ma in attacco che rabbia viola

di Francesco Gensini

	Arthur Cabral durante un’azione nella amichevole con il Monaco
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Arthur Cabral durante un’azione nella amichevole con il Monaco

In campo con il Monaco vanno bene Saponara, Mandragora e Bonaventura. Ma Cabral resta a secco. Neanche Jovic va in gol. Rocco, c’è un problema

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FIRENZE.  Un altro passo in avanti. Adagio. Lo ha fatto la Fiorentina verso il Monza che arriverà il 4 gennaio al "Franchi", dove ieri la squadra viola ha affrontato e pareggiato contro il Monaco nella sesta amichevole di preparazione in vista della ripresa del campionato. Passo comunque in avanti perché ha disputato una discreta gara, caratterizzata da spunti interessanti sia a livello di singoli che di collettivo, ed è esattamente quello che vuole Vincenzo Italiano dall’1 dicembre scorso quando è iniziato il ciclo di gare modello ritiro estivo anche se siamo a dicembre. Tra quelli che riguardano il gruppo nel suo complesso, ce ne sono un paio di segno positivo che fanno piacere al tecnico: l’1-1 col Monaco racconta che la Fiorentina ha allungato la serie positiva (cinque vittorie e un pareggio) e, amichevoli o no, non perdere fa sempre bene, specie considerando poi che le 20 reti che avevano prodotto in precedenza i successi contro il succitato Arezzo, Always Ready, Rapid Bucarest, Borussia Dortmund e Bastia, sono diventate 21 e segnate adesso da 12 calciatori differenti in una cooperativa del gol che depone a favore del gioco espresso da Biraghi e compagni.A livello di singoli, invece, note di rilievo da parte di Saponara, Bonaventura e Mandragora: nulla di che, ma tutto serve. E poi bravo Ranieri a sfruttare l’occasione avuta, anche con il gol che lo mette in vetrina in chiave mercato, mentre ci si aspetta di più, molto di più da Dodo e non è solo la solita questione dei 18 milioni spesi dalla Fiorentina per prenderlo dallo Shakhtar (14,5+3,5 di bonus).

E Cabral? Non è andato a segno nemmeno stavolta e sono così 301 i minuti di astinenza nelle amichevoli dicembrine. Si può dire tutto e il contrario, ma il dato questo è. Rimane solo la cronaca di una partita che è stata disputata su discreti ritmi e discreto agonismo tra due squadre che stanno avvicinando il nuovo inizio dei rispettivi tornei (il Monaco è sesto in Ligue 1) e, a onor del vero, va ricordato che il tecnico Philippe Clemente ha impiegato diversi giovani in una rotazione naturale dovuta pure al fatto che 24 ore prima i biancorossi avevano giocato a Empoli (e vinto 1-0).

Cronaca, si diceva. Passate le classiche fasi di studio per capire come stava in campo l’altro e come provare a sfruttarne i punti deboli, la partita si è accesa a ridosso del quarto d’ora per merito della Fiorentina: che prima ha sfiorato il vantaggio con Mandragora al 13’ (salvataggio di Daland a porta ormai scoperta sul tiro a botta sicura del centrocampista campano) e poi è andata in vantaggio grazie ad un perfetto schema su punizione dai venti metri (propiziata da Cabral) sull’asse Biraghi-Saponara, tiro di Benassi respinto dal portiere Nubel e ribattuto in rete da Ranieri con un sinistro a mezza altezza. Le "famose" fasi alterne a seguire hanno prodotto azioni di qua e di là secondo canoni tattici che appartengono alle due squadre (4-2-3-1 viola con Bonaventura al solito nei panni del trequartista "guastatore" e 4-4-2 monegasco), senza provocare altri sussulti fino al 33’ quando Terracciano ha smanacciato sulla traversa una specie di rigore in movimento di Silva innescato da un rinvio sbagliato di Quarta. Più equilibrata la ripresa, con le due squadre a cambiare gradualmente pelle e fisionomia (Italiano per gli ultimi venti minuti ha schierato Barak e Duncan in mediana, piazzando Jovic in appoggio a Cabral). E con due squilli: uno al 15’ per il pari del Monaco (punizione battuta da Golovin, assist di Embolo, difesa viola scoperta e tocco facile ravvicinato di Boadu) e uno al 19’ per l’occasione fallita da Cabral che in diagonale non ha trovato la porta a tu per tu con Nubel. Finiva così 1-1. E ora appuntamento a mercoledì per l’ultima amichevole "vera" contro il Lugano, prima della festa del 30 con la Primavera di Aquilani. 

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