Il dolore
Amrabat, l’oro di Firenze
È il leader del suo Marocco, il primo per palle recuperate in Qatar. Lo cercano le big del calcio europeo, ma Commisso tira su un muro
FIRENZE. «Prendiamolo subito». Il (forse) miglior centrocampista del Mondiale in Qatar prende forma a metà gennaio 2020 quando il Covid-19 non aveva ancora stravolto la vita di milioni di persone. Parole (due) da parte di Rocco Commisso per un’indicazione perentoria ai suoi uomini di mercato Barone e Pradè. «Prendiamolo subito»: Sofyan Amrabat. Già, proprio lui. Che stava giocando nel Verona di Juric e calamitava il gioco come un magnete (per il pallone) , spostando di peso gli avversari alla maniera di Bud Spencer, recuperando e ripartendo, creando un muro invalicabile. Venti milioni (un paio di bonus) sull’unghia al club scaligero per impedire le mosse degli altri (il Napoli c’era forte sopra e decisivo è stato il no di Amrabat) , anche a costo di lasciarlo in Veneto fino al termine della stagione. Il centrocampista più forte del Mondiale che lascia scie di colore viola in Qatar è nato in quei giorni. Ma a raccontarlo anche solo come previsione solo pochi mesi fa non ci avrebbe creduto nessuno.
La strada che Sofyan ha percorso a Firenze è stata cosparsa di ostacoli e incomprensioni, difficoltà e dubbi. Intanto, la prima stagione in viola di Amrabat - come per tutti gli altri, ovvio - è iniziata dopo la metà di settembre per il "ritardo" del campionato precedente a causa dello stop di cento giorni, e lo ha fatto con una curiosità: l’assenza nella prima partita per una giornata di squalifica che si era portato dietro proprio dal Verona. Niente di che, giusto un piccolo contrattempo che in qualche maniera è tornato in mente nelle settimane a seguire: il marocchino giocava e non rendeva, andava in campo ed era come se non ci fosse. Pochissime le partite di rilievo, sia con Iachini che con Prandelli che in quell’anno 2020-21 si sono succeduti sulla panchina viola, molti di più i dubbi che il giocatore visto a Verona non si potesse rivedere a Firenze. Poi, c’è stato l’intervento per eliminare la pubalgia a poche ore dall’inizio del ritiro estivo con conseguenti riflessi sull’impiego di Sofyan in campionato e nuove, altre, difficoltà. Fino al giorno, anzi alla sera, in cui tutto è cambiato, ovvero la partita di Spezia. Amrabat, schierato al posto di Torreira, ha provocato il momentaneo pareggio dei liguri e poi, stufo di sentirsi il Calimero di questa squadra, ha rimediato all’errore segnando il gol della vittoria viola. Ecco, lì è nato il nuovo Sofyan. Italiano ci ha puntato ancora e, dopo la partenza di Torreira condivisa con la società, ha messo sulle spalle possenti di "Sofy" la responsabilità del centrocampo. Il resto è storia: Amrabat si è preso la Fiorentina e poi si è preso il Mondiale. Tutti lo vogliono, i top club internazionali, all’improvviso, si sono ritrovati a constatare il suo farsi gigantesco in campo. Lo ha segnato nel proprio taccuino il Liverpool di Klopp, il Siviglia di Sampaoli e nelle ultime ore pare che anche l’Atletico Madrid di Simeone ci starebbe riflettendo seriamente. Ma la Fiorentina, ora più che mai, se lo tiene stretto. Ha un contratto fino al 2024, con un’opzione per un ulteriore anno che scatterà in automatico alla fine della prossima stagione. Amrabat è sempre più l’oro di Firenze in vetrina in Qatar.
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