Il Tirreno

Firenze

Valanga viola, Ikoné ne fa tre

di Francesco Gensini

	Giacomo Bonaventura, in assenza di Milenkovic e con Biraghi in panchina, ha vestito la fascia
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Giacomo Bonaventura, in assenza di Milenkovic e con Biraghi in panchina, ha vestito la fascia

Nove i gol realizzati ai boliviani dell’Always Ready nel secondo test di questa sosta. Da sabato si alza l’asticella: Dortmund e Rapid Bucarest per prepararsi alla Conference

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FIRENZE. Un allenamento doveva essere e un allenamento è stato: tutto semplice per la Fiorentina contro i boliviani dell’Always Ready e non si parla solo del risultato finale, ma anche di tutto il “contorno” in termini di gioco, fiato da mettere nei polmoni e minuti nelle gambe come nuova tappa d’avvicinamento alla ripresa del campionato. E dopo l’Arezzo (comunque un altro avversario rispetto ai sudamericani visti ieri al “Franchi”) ci voleva una seconda amichevole “soft”, perché così vicina all’inizio degli allenamenti a fine novembre. Tutto secondo programmi. Italiano l’ha sfruttata al meglio per avere le indicazioni che cercava, ruotando gli uomini a sua disposizione, puntando su Bonaventura nel ruolo di trequartista, dando spazio e fiducia a Bianco tra i giovanissimi schierati subito titolari, e trovando in Ikoné il bomber di giornata. Il francese ha realizzato una tripletta nel 5-0 con cui la Fiorentina ha chiuso il primo tempo, chiaro segno per tornare a bomba all’assunto di partenza. Tre gol facili, ma per lui che spesso “litiga” con la porta avversaria, servono e tanto anche i gol facili: il primo all’11’ sull’assist di Dodô, il secondo al 24’ sull’assist stavolta di Bonaventura con un tocco a porta vuota e infine al 40’ al culmine di un’azione personale. Mettiamoci nel mezzo la rete di Bianco (21’) con piatto da appena fuori area sulla papera dell’approssimativo Roca e quella di Saponara (24’), ancora sull’assist di Dodô che sta ritrovando confidenza con la corsia destra, e il conto per arrivare a cinque è presto fatto. Indicazioni? Poche ovviamente, ma Italiano ha avuto modo di indicare e correggere, provare e valutare. Specie i giovani che nella ripresa si sono presi la scena. Sono usciti Bianco e Ranieri nell’intervallo, ma sono entrati Favasuli (classe 2004) al posto di Dodô, Amatucci (2004) a centrocampo per comporre la coppia di mediani con Mandragora, Distefano (2003) sulla fascia sinistra a dare riprova delle qualità evidenziate in Conference League. Nel giro dei cambi, spazio anche a Igor, Benassi e Biraghi, ed è stato proprio il capitano viola (che ha ereditato i gradi da Bonaventura) a firmare il 6-0 con una punizione da posizione defilata approfittando del piazzamento non idoneo del portiere boliviano. Calati se possibile i ritmi, la partita gradualmente ha offerto meno, nonostante le occasioni in serie costruite dalla Fiorentina. Poi, nelle prove tattiche sempre utili, Italiano ha inserito Kouame a fare il centravanti (a proposito di prove: di nuovo a secco Cabral che continua a fare tanta fatica), Barak il trequartista togliendo Bonaventura e, infine, Biagetti (2004) accanto a Igor. Il sinistro di Mandragora al 72’, il diagonale di Benassi al 77’ e piatto di Kouame all’80’ fissavano il risultato sul 9-0: sabato a Bucarest nel triangolare contro Rapid e Borussia Dortmund si farà sul “serio”.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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