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Fiorentina, ecco le cinque mosse obbligatorie per risalire la Fiorentina

di Francesco Gensini
Fiorentina, ecco le cinque mosse obbligatorie per risalire la Fiorentina

Senza acquisti al mercato di gennaio, tutto torna nelle mani di Italiano.Viol Ora c’è da rivitalizzare Jovic e Cabral e trovare un’alternativa a Gonzalez e Sottil

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Firenze E adesso la palla è nella metà campo di Vincenzo Italiano. Metaforicamente parlando e intesa come questioni da sbrigare, perché l’allenatore della Fiorentina è lui e a lui spetta l’onere e l’onore dei risultati. Le parole di Daniele Pradè che hanno escluso interventi sostanziali sul mercato, salvo clamorose e irrinunciabili occasioni, riconsegnano di fatto al tecnico siciliano la palla che per certi versi oggi somiglia molto a una patata bollente. Se quelle parole corrisponderanno al vero o sono state il classico depistaggio per non scoprire piani e obiettivi lo dirà solo il tempo. Con quello che ha avuto a disposizione finora è l’aggiunta necessaria. Cioè, il gruppo che in campionato non è riuscito ad andare oltre il decimo posto, frutto di 19 punti in 15 partite, e che però adesso è chiamato a cambiare passo e rendimento, a dare un altro volto di se stesso, ben differente rispetto a quello mostrato nei primi tre mesi di stagione, Conference League compresa, dove comunque una buona seconda parte di girone ha permesso alla squadra viola di conquistare il secondo posto dietro al Basaksehir per il 16esimo/spareggio di febbraio contro il Braga. Ma è in campionato che serve un’altra Fiorentina: più concreta, più incisiva, meno volubile da una gara all’altra.

E per riuscirci occorre l’incastro di alcune componenti che appunto sono venute a mancare finora: riguardano i singoli e, di conseguenza, il collettivo. Sono cinque i punti segnati nell’agenda di Italiano: a) rivitalizzare Jovic e Cabral (5 gol in due) ; b) individuare la miglior soluzione alle assenze di Gonzalez e Sottil; c) far crescere elementi-chiave come Dodô e Barak che sono stati sotto le aspettative; d) recuperare Igor alla miglior forma; e) ottimizzare al meglio le risorse a centrocampo, sapendo che Zurkowski e Maleh a gennaio possono partire da un momento all’altro.

Spostando l’angolo di osservazione per rovesciare la visuale, così si possono leggere le difficoltà incontrate dalla Fiorentina per mettere insieme un percorso che la potesse portare in zona Europa.

Non è semplice il compito che attende l’allenatore ex Spezia, ma la sosta in questo caso può diventare un aiuto significativo: il mese meno un giorno che resta alla ripresa e al Monza è sufficiente per ritrovare le certezze un po’smarrite in mezzo a sconfitte inattese e battute a vuoto non preventivate.

Fondamentale sarà un apporto di ben altra consistenza da parte di Jovic e Cabral, ma il “nuovo” modo di giocare voluto da Italiano, come primo sostanziale cambiamento per rimontare in classifica, ha aumentato il peso specifico e la frequenza delle azioni viola: insomma, dipende soprattutto dal serbo e dal brasiliano farsi trovare pronti ed essere concreti.

Proprio la scelta del 4-2-3-1 ha paradossalmente aumentato l’importanza degli esterni e sempre le parole di Pradè a chiudere la porta agli investimenti in quella zona di campo aumenteranno il peso specifico di Ikoné e Kouame, con Saponara “jolly” d’esperienza: dato per certo dal diesse viola il rientro in tempi brevi sia di Gonzalez che Sottil, l’argentino viene da appena 389 minuti disputati sui 2. 070 complessivi nelle ventitré partite fin qui della Fiorentina, mentre l’attaccante cresciuto nel settore giovanile viola quando rientrerà lo farà non giocando una partita addirittura dal 18 settembre. I singoli irrompono di prepotenza anche nell’esame di difesa e centrocampo, reparto quest’ultimo nel quale Zurkowski e Maleh oggi ci sono e domani chissà avendo chiesto – specie il polacco – di andare a giocare altrove per trovare più spazio.

Dodô solo di rado ha dimostrato perché la Fiorentina l’ha pagato 18 milioni (14, 5+3, 5 di bonus) e come l’ex Shakhtar anche Barak ha alternato alti e bassi, mantenendosi su un livello complessivo senza dubbio inferiore alle attese che erano e sono quelle di un calciatore in grado di spostare gli equilibril


 

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