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Fiorentina, il ds Pradè blinda Amrabat: «Noi ce lo teniamo stretto»

di Francesco Gensini
Fiorentina, il ds Pradè blinda Amrabat: «Noi ce lo teniamo stretto»

Il rinnovo del contratto fino al 2025 scatterà in automatico

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FIRENZE. Barra dritta a tutta F...iorentina. Ci ha pensato Daniele Pradè, che della società viola è il direttore sportivo, a indicare strategie e strada. Mettendo il mercato al centro delle parole pronunciate al termine dell’amichevole con l’Arezzo. Con un concetto sopra gli altri: puntare, sempre e forte, sul gruppo costruito in estate. Pradè assicura che non ci saranno acquisti di rilievo, che Jovic e Cabral meritano ancora fiducia, che non c’è bisogno di andare a prendere un esterno d’attacco. Che Amrabat non si tocca, nonostante le voci in arrivo dai media inglesi (fonte “Sun”) di un’offerta stratosferica fatta dal Liverpool al centrocampista protagonista in Qatar con il suo Marocco. «Intanto - ha detto Pradè - siamo contentissimi di quello Amrabat sta facendo al Mondiale. Quanto all’opzione (per prolungare il contratto dal 2024-al 2025, ndc) non c’è bisogno di attivarla, perché scatta in automatico l’anno prossimo. Offerte? Siamo contenti di Sofyan e ce lo teniamo stretti». Conciso e deciso, come quando vengono tirati in ballo Gonzalez e Sottil. «Gli infortuni che li riguardano saranno risolti in brevissimo tempo. Abbiamo quattro esterni più un jolly qual è Kouame, che tra l’altro è quello che ha giocato di più: acquistarne un altro sarebbe deleterio». Dall’esterno al trequartista il passo è breve. «Mai cercati né Sabiri e né Pereyra. Pur cambiando modulo, abbiamo più giocatori che possono giocare trequartisti: penso a Barak e Bonaventura, a Castrovilli, oppure allo stesso Ikoné. I risultati non ci danno ragione, ma noi riteniamo il gruppo completo. Il discorso vale anche per i centrali di difesa, dove Italiano ha tre alternative e Ranieri che ha fatto bene quando è stato chiamato in causa». Nessun cambio di pensiero e men che mai di direzione se i soggetti della chiacchierata diventano Jovic e Cabral. «Abbiamo puntato su loro due e ci puntiamo ancora. Non è che dobbiamo cambiare perché non sono andati come speravamo per quattro mesi». Cambia, invece, il discorso sui calciatori che hanno visto poco il campo e aspirano a vederlo di più. Magari altrove. «Le liste sono a posto e dovremo fare spazio solo a Castrovilli, mentre con Benassi c’è un’intesa che risale all’inizio della stagione: troveremo insieme una soluzione che faccia bene al ragazzo. Idem per Gollini: quando è arrivato a Firenze noi siamo stati chiari nel dirgli che si sarebbe giocato il posto con Terracciano. Per ora l’allenatore ha scelto Pietro, se Pierluigi desidera di più deve fare di più, altrimenti se non è soddisfatto cercheremo una via d’uscita. Uguale con Zurkowski che è tra gli scontenti». Gira e rigira si torna all’inizio. «Non saprei cosa rimproverare a questa squadra. Il primo obiettivo è recuperare gli infortunati. La squadra è competitiva è ha la massima fiducia: dal presidente a Barone, siamo tutti soddisfatti per quello che possiamo vedere per il futuro».


 

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