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Cabral, la rinascita possibile del brasiliano rimasto incompiuto

di Brunella Ciullini
Cabral, la rinascita possibile del brasiliano rimasto incompiuto

Col Basilea 17 gol in 27 gare, a Firenze solo 6 in 36: pesa il dualismo con Jovic

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FIRENZE. L’aria di casa gli avrà dato una carica in più? Il primo a sperarlo è Arthur Cabral volato in Brasile nelle due settimane libere concesse da Vincenzo Italiano a lui e ai suoi compagni dopo lo stop del campionato per i Mondiali. Non è un mistero come il sogno coltivato dall’attaccante della Fiorentina fosse quello di far parte della Selecao impegnata in Qatar e già qualificata per gli ottavi. Non essendo riuscito a realizzarlo (al contrario dell’ex Pedro convocato dal ct Tite), Cabral si è goduto le vacanze nel proprio Paese cercando di ricaricarsi per la ripresa degli allenamenti e soprattutto in previsione della seconda decisiva parte di stagione.

Perché di lasciare Firenze e la Fiorentina dopo un solo un anno non ne avrebbe alcuna intenzione al di là del contratto in scadenza nel lontano 2026. Cabral ne fa una questione di orgoglio.

Lui vuole assolutamente lasciare il segno, vuole dimostrare il proprio valore e mettere in mostra e al servizio della squadra le proprie qualità, quelle che gli hanno permesso in un recente passato e anche appena 12 mesi fa di segnare a raffica con la maglia del Basilea conquistando così l’attenzione di molti club. Fra questi il Milan, il Benfica e il Porto ancor prima della Fiorentina. I numeri del 24enne brasiliano d’altronde non mentono: con la squadra svizzera l’anno passato collezionò 26 presenze nelle coppe europee divise tra Europa League e Conference mettendo a referto 17 gol con una media di 0,65 a partita.

Da segnalare che sempre la scorsa stagione, prima di trasferirsi in riva all’Arno, si rese protagonista realizzando ben 4 reti contro il Servette. Un rendimento che, per amor di verità, non ha saputo finora replicare con i viola: 35 gare e 6 gol di cui 4 segnati nell’attuale stagione fra Serie A (2) , Conference League (1) e preliminari (1) in 19 presenze. Prima il peso decisamente ingombrante dell’eredità lasciata da Vlahovic, poi gli exploit di Piatek a fargli un po’ da ombra, quindi l’approdo dal Real Madrid in estate di Luka Jovic con il quale Cabral ha dato vita ad un dualismo che, alla resa dei conti, non ha fatto bene almeno fin qui né alla Fiorentina né agli stessi due centravanti.

Da gennaio dopo questa lunga inedita sosta inizierà un altro campionato, comincerà un’altra stagione e il buon Arthur punta a sfruttare al meglio tutto lo spazio che riuscirà a ritagliarsi zittendo di conseguenza le voci che vorrebbero il club viola monitorato su Arnautovic (Bologna) , Beto (Udinese) e Nzola (Spezia).

Intanto cercherà di farsi trovare pronto in queste settimane di lavoro e ovviamente nelle numerose amichevoli in calendario, a iniziare da quella di domani alle 15 ad Arezzo con la formazione locale. Fra l’altro, assenti Jovic (al Mondiale dove ancora attende di esordire) , Sottil (reduce dall’intervento per l’ernia al disco), Nico Gonzalez e Kouamé che si aggregheranno dalla prossima settimana, i giocatori a disposizione in questo periodo per l’attacco viola si contano sulle dita di una mano. Ecco perché Cabral dopo il look vuole cambiare anche marcia.
 

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