Sicurezza
Gonzalez La pax di Barone
Il direttore della Fiorentina: «È stato un periodo difficile per Nico, gli siamo vicini» E così torna il sereno fra il giocatore e la società dopo i dubbi sugli infortuni
FIRENZE. «Lui tornerà a gennaio e sarà pronto per la seconda parte del campionato». Lui è Nico Gonzalez e a pronunciare le parole è stato Joe Barone ieri durante una delle rituali visite al “Viola Park”.
Parole che riportano indietro di un mese esatto, esattamente a quel 22 ottobre quando già allora l’attaccante argentino era stato alle prese nelle settimane precedenti con una tallonite che gli aveva negato di essere in campo in qualche occasione: ma niente in confronto a quanto successo poi in scia ai primi minuti di Fiorentina-Inter.
Storia nota che vale la pena di essere rinfrescata. Gonzalez si fa male dopo pochi minuti della sfida contro i nerazzurri di Inzaghi, esce e da quel momento se ne perdono le tracce nelle restanti partite che la squadra viola gioca fino alla sosta, seppur in presenza di un report medico che certifica solo un affaticamento al flessore sinistro in assenza di lesioni. L’ex Stoccarda si allena spesso in gruppo, specie in avvicinamento agli impegni con Sampdoria e Salernitana che anticipano la partita di San Siro, ma poi non viene convocato da Italiano.
Così ogni volta e proprio nei minuti che precedono la gara con i campioni d’Italia arrivano ancora le parole del direttore generale della Fiorentina. Poche e precise. «Alcuni sono qui fisicamente, ma mentalmente sono al Mondiale».
Chiaro segno di fastidio – per usare un eufemismo – dentro la società per il modo in cui Gonzalez stava affrontando la vigilia della partenza da Firenze per rispondere alla chiamata del commissario tecnico Scaloni. Il resto è cronaca, con l’infortunio rimediato da Nico in uno degli ultimi allenamenti con l’Albiceleste prima dei Mondiali, giusto una settimana fa: lesione di secondo grado della giunzione mio-tendinea del bicipite femorale della coscia sinistra. Diagnosi dello staff medico della Nazionale sudamericana (poi confermato da quello della Fiorentina), Mondiale finito prima ancora di iniziare per Gonzalez e ritorno a Firenze.
Ma per cosa? Per un passaggio che doveva portare a una cessione a causa delle tensioni che si erano create tra le due parti dopo quanto ricordato? Ipotesi che ci stava. Fino a ieri. «Tutti noi – ha aggiunto sempre Barone al TgR Rai Toscana – siamo vicini a Nico e gli stiamo accanto con un forte supporto psicologico, perché si tratta di un periodo difficile dopo essere rientrato a Firenze senza poter disputare il Mondiale. Ma Nico sta già lavorando per tornare ad essere il calciatore che abbiamo ingaggiato prendendolo in Germania, questo è molto importante, e tra noi c’è un eccellente rapporto. Tornerà a gennaio e sarà pronto per quel che rimane della stagione».
Pace fatta, archiviati contatti con possibili acquirenti, questione chiusa. Gonzalez, acquisto da 27 milioni (23+4 di bonus) più oneroso nella storia della Fiorentina, rimane e da lui dirigenti, allenatore e compagni si aspettano un contributo importante per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2023. Un obiettivo, della società, è il Viola Park e Barone non manca mai di sottolineare il valore del nuovo centro sportivo, che accoglierà il ritiro estivo, dopo aver ribadito che con l’estate scorsa si è concluso il rapporto di collaborazione con Moena e la Val di Fassa.
«Il Viola Park è il nostro orgoglio e voglio ancora una volta ringraziare Rocco Commisso e la sua famiglia per questo investimento fatto in un periodo complicato per dedicarlo ai tifosi viola. Un regalo ai nostri sostenitori? Noi sogniamo in grande grazie al Viola Park, ma intanto pensiamo a migliorare per salire a livelli più alti di quelli attuali».
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