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Di questo passo solo la salvezza. Viola, al rientro mordi la classifica

di Francesco Gensini
Di questo passo solo la salvezza. Viola, al rientro mordi la classifica

Meno gol e punti della passata stagione: così impossibile il sogno League

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Questione di fare una rincorsa che si spera possa essere proficua. Vincenzo Italiano l’ha detto chiaramente già domenica sera dentro il “Meazza”, forse come conseguenza della sconfitta dalle mille recriminazioni contro il Milan o forse no (anzi, sicuramente no), perché un risultato positivo (perfino una vittoria) avrebbe cambiato nulla o solo in parte quello che è e sarà l’imperativo della Fiorentina alla ripresa del campionato: recuperare i punti persi per strada in queste quindici giornate di campionato che hanno portato all’inusuale e inopinata sosta di metà novembre causa Mondiale, caratterizzate da alti e bassi nel rendimento e da alti (di meno) e bassi (di più) nei risultati.

Tutto ciò si traduce nei numeri che inevitabilmente vanno a connotare il percorso della squadra viola in questi tre mesi esatti, dalla Cremonese (14 agosto) al Milan (13 novembre).

Numeri da analizzare nel loro singolo aspetto e poi chiaramente nel confronto con quelli relativi a quanto fatto dalla Fiorentina allo stesso punto del campionato, ma un anno fa quando la sosta non c’era. Ed è lì che si evidenzia la necessità di cambiare passo non appena la Serie A riprenderà il 4 gennaio prossimo, giorno in cui la formazione di Italiano ospiterà il Monza al “Franchi”.

Si diceva dei numeri. Quelli basici dicono che la Fiorentina in 15 turni ha conquistato 19 punti, alla media di 1,26 che nella proiezione è una media utile a non andare oltre una tranquilla salvezza somigliante tantissimo all’anonimato, e dicono che valgono il decimo posto in classifica a pari merito del Bologna dentro cui ci sono 18 gol segnati (nono attacco) e 20 subìti (11esima difesa).

Sono proprio numeri basici che però già configurano un andamento sotto standard e, siccome l’obiettivo di partenza annunciato era quello di confermare l’Europa magari salendo il gradino che c’è dalla Conference all’Europa League, l’assioma acquisisce un significato inconfutabile, perché sottolineano soprattutto che la Fiorentina nel raffronto con la 15esima giornata del torneo 21-22 – concluso con il settimo posto – ha ottenuto cinque punti in meno (19 contro 24), è scesa dal sesto al decimo posto, ha un deficit di 6 gol all’attivo (18 contro 24) e se allora era in piena zona Coppe adesso ha otto punti da rimontare dall’ultima posizione che ammette ai tornei Uefa.

E meno male che, ad esempio, Atalanta e Roma hanno frenato da tre-quattro settimane a questa parte. Tutto ciò alla fin fine vuol dire che la squadra di Italiano dovrà cambiare passo se vorrà provare a trasferire a gennaio 2023 l’obiettivo fissato a luglio 2022.

Stabilito a priori che non si tratta di un compito semplice quello che attende Biraghi e compagni per il numero di squadre da recuperare, per i punti da mettere insieme, per la difficoltà di sommare d’ora in avanti tante qualità a dispetto di pochi difetti con un margine di errore ridottissimo a cui sono tenuti tutti quelli chiamati a rincorrere, la Fiorentina dovrà fare i conti anche con l’ingresso della Coppa Italia in un ottavo che offre l’occasione più unica che rara di cominciare a costruire un pezzetto di trofeo (il 12 gennaio arriva sempre al “Franchi” la Sampdoria che in queste condizioni avrà tutto fuorché da pensare alla Coppa Italia) e con i 16esimi/spareggio proprio di Conference League contro il Braga il 16 (andata in Portogallo) e il 23 febbraio (ritorno a Firenze), dove il vero risultato non è il secondo posto da poco conquistato nella fase a gironi, ma sarebbe l’approdo agli ottavi di finale tra le migliori sedici che proveranno a succedere alla Roma nell’albo d’oro.

E allora per costruire un altro tipo di stagione in linea con ambizioni e aspettative, la prima e unica cosa da fare sarà quella di ripartire dai numeri sopra elencati, trovando il modo di modificarli. In meglio, naturalmente.

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