Toscana
Bonaventura, il ruggito del senatore: è lui il primo big da blindare subito
Con la Fiorentina ha segnato nove volte: l’obiettivo è calare il “10” già domani
FIRENZE. Che la Sampdoria e lo stadio di Marassi gli portassero bene lo aveva già dimostrato. Ma l’altro ieri, quando ha portato in vantaggio la Fiorentina dopo una manciata di minuti, i tifosi viola hanno capito che per Jack Bonaventura e di conseguenza per la sua squadra sarebbe stata una gran bella domenica. Gol ma anche una prestazione a tutto campo, con la sua classe, la sua intelligenza tattica, il suo senso della posizione, senza mai lesinare cuore e sudore. Farsi scappare un giocatore così sarebbe un delitto per questa Fiorentina che al di là della crescita manifestata in queste ultime settimane ha bisogno di figure carismatiche come l’ex milanista. Ecco perché la società dovrà utilizzare la lunga sosta per i Mondiali per definire quanto prima alcune situazioni sospese. A iniziare proprio dal rinnovo di Bonaventura il cui contratto andrà in scadenza a giugno. Lui le porte le ha già aperte, domenica a domanda precisa ha risposto: «Ho già detto ai dirigenti che a Firenze sto bene e loro mi sono parsi ottimisti. Vediamo dopo la pausa del campionato».
Insomma, le premesse per prolungare il rapporto iniziato nel settembre 2020, quando lui approdò in viola a parametro zero dal Milan, sembrano esserci tutte, fino al 2024 con eventuale opzione per la stagione successiva, quando il centrocampista marchigiano avrà 35 anni. Troppi? Macché: nel calcio di oggi se la salute e la passione reggono, le carriere si allungano senza problemi. Bonaventura sta dimostrando quanto sia importante e incisiva la sua presenza: non a caso Vincenzo Italiano se ne priva sempre malvolentieri come confermano le 17 volte (in 20 partite finora disputate dai viola fra campionato, Conference e preliminari) in cui lo ha impiegato. L’ex rossonero è un leader in campo e fuori, un punto di riferimento anche se per indole non ama apparire, un antidivo che rifugge dalle prime pagine a meno che non sia per motivi e prodezze professionali. Ha sempre preferito parlare con i fatti (e con i suoi piedi buoni) , tuttavia quando c’è stato da metterci la faccia e dare una scossa al gruppo e all’ambiente non si è tirato indietro. Come qualche settimana fa, dopo la sconfitta interna per 4-3 con l’Inter, immeritata, condizionata da errori arbitrali, arrivata al 95’ dopo tre rimonte da parte della Fiorentina. Ma il centrocampista, dall’alto della sua esperienza, non volle quella sera appellarsi solo agli alibi: «Rispetto all’anno passato ci mancano un po’ di gol – esternò -, nel girone d’andata dello scorso campionato c’era Vlahovic a farli e questo fa la differenza. ..». E ancora: «Ormai gli avversari ci conoscono perché da due anni giochiamo alla stessa maniera...». Parole che provocarono un po’di malumore, seppur corrispondenti alla realtà. Difatti con qualche recente ritocco nel modo di giocare la Fiorentina ha preso a macinare punti e gol. Segno che Bonaventura aveva ragione. Domani arriverà la Salernitana per l’ultima gara al Franchi prima della lunga sosta: l’anno scorso finì 4-0 per i viola, era l’11 dicembre 2021, a sbloccare il risultato fu proprio Bonaventura che ha appena toccato le 330 presenze in A e al quale manca solo una rete per toccare quota 10 in maglia viola. Provaci ancora Jack.
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