Vittoria servita, ma la focaccia dov’è?
Jovic è il bersaglio preferito dei doriani, ma alla fine Amione ne fa le spese
FIRENZE. È vero, credetemi è accaduto, a Genova su un prato: la Fiorentina alla prima palla è precisa, efficace e cinica. Azione perfetta da Kouame a Ikoné, che imbuca per Dodô, palla a Bonaventura, che non ha l’accento sulla a, ma l’accento lo mette su un’azione perfetta e porta in vantaggio i Viola. Passano pochi minuti e Jovic imbuca per Ikoné, che controlla bene, salta il portiere, ha il tempo di alzare lo sguardo, in quel momento gli passa tutta la vita davanti, e soprattutto tutti i gol sbagliati, ma per fortuna in suo aiuto sente le urla di Kouame, che chiede la palla in tutte le lingue del mondo. Ikoné ha la lucidità di passarla al compagno e... E basta, non esageriamo, sennò non saremmo la Fiorentina!
Si continua. La partita si incattivisce, Stankovic mostra più ego che sapienza tattica e prova a litigare con tutti, ma la sua squadra ha dei limiti non indifferenti. Non solo farebbe fatica anche contro i nostri amici del Riga, ma anche alla “chaltron’s Cup” se la potrebbe vedere dura in certe partite. E i tifosi blucerchiati dopo aver avuto Ferrero come presidente non si meritano questa roba qua.
Poi dal 30’ci sono una decina di minuti in cui i sampdoriani prendono a botte Jovic: prima su un controllo in area lo spingono in due, l’arbitro dà il rigore ma al Var lo richiamano per dirgli che la carica non è abbastanza forte. I moviolisti dicono tutti che è una decisione giusta, noi saremmo per alzare bandiera bianca, tanto se la cantano e se la suonano adattando le regole alle decisioni e non viceversa. Poi Amione, detto il “bufalo”, fa vedere a tutti il motivo del suo soprannome, dà una capocciata alla testa di Jovic, che incredibilmente non si fa nulla, mentre il “bufalo” purtroppo esce in una maschera di sangue .
Per una volta i tifosi della Fiorentina non soffrono quasi per niente ed allora ci pensa Terracciano, detto il “goniometro”, perché prende con le mani una palla che era dentro l’area per non più di due millimetri. Nel secondo tempo i Viola crescono ulteriormente e su una pennellata perfetta di Biraghi dalla bandierina Milenkovic trova il raddoppio. Quando è giusto è giusto, e se abbiamo sempre criticato il capitano per i corner buttati, oggi lo esaltiamo per quello del raddoppio senza sottolineare, troppo, i centosessantatre lanci sballati. Il resto della partita è gestione, e questo causa l’ennesima crisi di nervi a Cabral che sembra in buona forma, ma a cui non regalano mai un cross, e i tifosi della Fiorentina che pensano di più alla merenda che al campo, intonando un simpatico: “La focaccia dov’è.” Che sia la stessa domanda che si è posto il nostro numero sette nell’intervallo non appena è stato sostituito?
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