Gioco
Cabral lancia la "sfida" a Jovic a suon di gol per la gioia di Italiano
Il brasiliano sta rimontando posizioni nelle gerarchie in attacco
FIRENZE. Mai un atteggiamento sbagliato, mai una parola fuori posto e adesso gol decisivi: che Arthur Cabral si stia prendendo la Fiorentina? Di sicuro ci sta provando con un’efficacia e un’incisività finora sconosciute, ma l’attaccante brasiliano sa che non dipende soltanto da lui. O, meglio, dipende da lui quando Italiano lo manda in campo e qui il discorso cambia, perché le gerarchie sono ormai note e parlano a favore di Jovic. Note e stabilite, le gerarchie, però non definitive e il merito che non lo siano è tutto di Cabral che si è fatto trovare pronto contro l’Inter, contro lo Spezia domenica scorsa segnando il gol della vittoria (da subentrato gli sono bastati pochi minuti per riuscirci) e, infine, si è ripetuto l’altro ieri sfruttando la nuova occasione avuta - stavolta da titolare - con la rete del 2-0 da attaccante vero d’area di rigore al primo pallone ricevuto. Insomma, se Jovic è davanti, Cabral è in rimonta: la sfida è lanciata. A tutto beneficio della Fiorentina se va come deve andare quando competizione e agonismo hanno il sopravvento. «Questo è un momento positivo per me e lo è a maggior ragione perché ho iniziato a segnare, cioè a fare quello che so fare. E allora sono felice di aver iniziato a farlo di nuovo: mi dà fiducia». Anche Tik Tok (della Fiorentina) va benissimo per esternare la propria gioia: "Re Artù" lo meritava. S’è detto molto su di lui in questi suoi primi nove mesi in viola con risultati personali non all’altezza delle aspettative (le sue per prime senza dubbio) e spesso sono state critiche com’era inevitabile che fosse, però sempre tutelando il calciatore e prima ancora l’uomo proprio per un comportamento ineccepibile che non è così scritto che avvenga, e le dimostrazioni pratiche al contrario sono frequenti, quindi non va dato tutto per scontato. Cabral c’è riuscito. A chinato la testa non in segno di resa bensì d’impegno da raddoppiare sul campo, in allenamento, specie quando intorno tutto sembrava che gli girasse storto, anzi era una certezza non un’impressione, con il mese e mezzo tra l’inizio di settembre e la metà di ottobre durissimo da metabolizzare, sempre cominciando dalla panchina e mettendo insieme appena una manciata di minuti in più partite tra campionato e Conference. Tra i tanti meriti, Cabral ha avuto quello di aspettare l’occasione giusta con pazienza, non derogando d’un virgola da quella che era ed è la sua convinzione: i gol li so fare. «Mettere la firma su una rete che ci fa vincere come è successo a Spezia - ha aggiunto - è bellissimo, soprattutto perché è servita alla squadra per ritrovare il successo che in trasferta mancava da tanto tempo (10 aprile 2022) : adesso voglio farne altre, non importa che siano belle o brutte». Sì, la sfida a Jovic è lanciata. Parentesi: tra i due c’è stima vera, profonda, quasi amicizia seppur con poche settimane di conoscenza reciproca. Ma se uno dice che Cabral sa comportarsi, sa essere professionista, sa essere compagno dentro al gruppo nel modo migliore, non lo dice per sentito dire o tanto per fare: Jovic, un esempio tra i tanti, è stato il primo ad abbracciare l’ex Basilea alla fine della succitata partita di Spezia per il gol segnato e lo ha fatto con un sorriso largo così che non lasciava spazio al dubbio sulla sincerità. Sempre Jovic sottolinea appena può l’ottimo rapporto che ha con Cabral, trovando ovviamente d’accordo Cabral, ancora ieri su Tik Tok. «Seppur giocando nello stesso ruolo, ho un grande feeling con Jovic e Kouame: io sono contento quando loro segnano e per loro è lo stesso nei miei confronti». Stima e rispetto reciproci sono una cosa, cercare di prevalere un’altra, e non significa che non possano andare di pari passo. Anzi, l’attacco della Fiorentina è la riprova che le due cose possono coesistere e, come detto, hanno tutto per poter essere a beneficio di Italiano e della squadra viola. Di sicuro, Cabral non si vuole fermare qui. Messa da parte la Conference League fino al sorteggio di lunedì («Provo a indovinare: peschiamo il Ludogorets») e, di conseguenza, poi fino ai 16esimi di metà febbraio, l’attenzione è tutta rivolta di nuovo al campionato: il brasiliano ha le idee chiare. Chiarissime. Di sfida in sfida. «Prima della sosta per lasciare spazio al Mondiale ci restano tre partite, da giocare con grinta e consapevolezza per conquistare più punti che sia possibile. A cominciare dalla Sampdoria». l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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